“E’finito un ciclo”. Franco Giglio, uno che da media lontani dalla costiera, è tirato per il cosiddetto cravattino per andare a rimpinguare casse societarie…altrui, ha definito così la cosa. In lui, e non solo, c’è un pizzico non di sale ma di delusione. Sotto sotto, altro che bluff o promesse estive, ci si piazzerà a minima distanza dal proposito di giugno/luglio. E per una neopromossa che si è riaffacciata ai campi della C1 dopo un ventennio secco, è un ottimo risultato. Morale della favola: Giglio aveva ragione. Ed ha ragione pure quando velatamente, ma non troppo, attacca la squadra. Mettendo da parte Morgia e Provenza – tirati in ballo troppo spesso per discutere ed argomentare eventuali mancanze della rosa – il vero ed annoso problema risiede proprio nella testa. La testa dei giocatori ovvio. Questo Sorrento, come è giusto che sia, aveva la priorità di salvare la categoria: missione ampiamente compiuta in “appena” 30 giornate di campionato. Quando però si è parlato, puntando seriamente, verso obiettivi ben più probanti della salvezza, la truppa si è sciolta come neve al sole dei Caraibi. Non c’è la mentalità vincente, non c’è la forza psicologica, in questo gruppo, necessaria affinchè – come dice proprio Giglio – “Si possano tagliare traguardi meno anonimi. Però, obiettivamente, negli appuntamenti che potevano far luccicare quest’annata, la squadra ha sempre fatto flop. Non c’è il carattere adatto per questi scopi. Ne prendiamo atto…”. Appuntamenti che potevano far luccicare quest’annata. Uhm. Andiamo a ritroso nel tempo e scorriamo le occasioni. Seconda d’andata: Campo Italia gremito dopo il trionfo dell’esordio ad Arezzo. 0-1 e tutti a casa col modesto Potenza. Lucca, la prima in tour di Morgia: Insomma, tutti i nodi vengono al pettine. Il diktat, ora, è quello di “testare” chi dovrà essere dei nostri anche l’anno prossimo. Che giochino, proprio in questo frangente, coloro che necessitano di una revisione. Coloro che devono mettersi in mostra. Coloro che sono attorniati da corteggiamenti che potrebbero sfociare in altri tipi di rapporti. Nel bene o nel male, su qualcheduno, le idee della società sono chiarissime. Ed è giusto che sia così. |
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