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"Con il cuore si può"
a cura di Salvatore Dare.
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Dopo aver sorseggiato, nell’aperitivo delle feste natalizie, un gelido amaro lucano in quel di Potenza, pare che il grigiore degli ultimi giorni, sia meteorologicamente che calcisticamente parlando, abbia preso piede nell’ambiente rossonero con veemente risonanza. Sfiducia è un parolone, ma la gioia e l’emozione di ritornare a calcare da protagonisti i campi della C1 è lontana anni luce. La truppa è azzoppata, non solo facendo riferimento al morale. Rastelli, Maiorano e Ferrara sono out, rinchiusi negli angusti locali della pseudo infermeria del campo “Italia” (a quando i lavori?). Maury, espulso al “Viviani”, è squalificato mentre Mike Iorio, che da quel che sembra pare investito di un ruolo importante col baffo d’oro Morgia, è ancora alle prese con lo stop inflittegli tempo fa dalla giustizia sportiva per doping. Il momento è durissimo, difficile. Domenica c’è il Gallipoli, dotato dell’organico più polivalente e tecnico della terza categoria. Il presidente, il petroliere Barba, ha soldi a gogò e vuole la B al più presto. Vorrebbe vincere qui per spiccare il volo. Dalla fatal Potenza qualcosa è cambiato. Lo sfiduciato (non solo dai tifosi…uhm) Piccioni, l’acquisto più esoso degli ultimi lustri, è volato via per andare a vincere il campionato a Salerno. Morgia, che frettolosamente ha varato la difesa a tre – non si poteva lavorare su quest’aspetto nella sosta invece di sperimentazioni dell’ultimo minuto nel last game del 2007? - , ha deciso di battere i pugni sul tavolo, anche con i propri uomini. La tifoseria, inoltre, naviga nella negatività assoluta (“…accussì o’ Stab s salv e nuj scinnim sicur!”, “…imma piglià sett jucatur e C1...”, “…ma quann torn o president Gigl?”) ed è sfiduciata. Castellano, da vecchia volpe e astuto uomo di calcio, sa bene che solo con un'atmosfera diversa, punzecchiando il pubblico, si possono conquistare gli obiettivi prefissati: la salvezza. Qualcuno si sta domandando…ma gli obiettivi prefissati in estate non erano i playoff? Beh, è utopistico sostenerlo in partenza, scioccante farlo ora. Ci si deve salvare e quel che conforta è che ora questo proposito pare sia entrato di dovere nelle mente degli operatori della società e di tutti i tesserati. L’organico non è da buttare: in queste condizioni, se Ripa tornasse quello che conosciamo e con l'eventuale rinascita di qualche promessa…inespressa (Maiorano in primis), i fatidici 43 punti si acciufferebbero. Ma l’inevitabile è dietro l’angolo ed è giusto acquisire qualcuno. Rinforzarsi per prevenire. Mounard, in dirittura d’arrivo, è un calciatore importante per questa categoria. Sarebbe un bel pacco regalo posticipato di qualche settimana. Inoltre, per completare l’opera, servirebbe l’innesto di qualità tra le linee che, con Giulio Russo, dovrebbe assicurare al Sorrento classe, lampi di genio e giocate necessarie affinchè si tiri in porta...la vera malattia dell’undici rossonero nelle ultime giornate. Gli acquisti, però, non fanno la gioia di un mister e di una società se la squadra non si riveli pronta ad inglobarli e a reagire, in campo, con rabbia e cuore. Si, ci vuole cuore. Tutti dobbiamo usarlo. Il cuore è il muscolo vitale per ogni essere umano e racchiude dentro sé, non solo ideologicamente, i sentimenti e quel che si prova. Ognuno, calciatori in primis, lo dovrebbero sapere. Ci si attende una prova d’orgoglio e di attributi contro i gallipolini. Chiederlo è il sintomo di chi crede che, questo manipolo di calciatori, sia in grado di migliorarsi e migliorare la situazione attuale. Fino alla fine…col cuore…forza Sorrento! |
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