In ogni caso, a fugare ogni dubbio, si pone l’altra…question dell’anno. Dimessosi il premier per aver perso la fiducia (…) in una delle due Camere (non quella centrale o quella nord…), si è tentato invano di ricorrere ai mezzi meno adatti per poter evitare, come diceva il buon Andrea Camilleri nel suo primo scritto (non è un caso che si sia all’esordio, per molti, in questa categoria…), Il corso delle cose - datato 1967-68 -. Annata per il Sorrento, eufemisticamente positiva. Poi, seppur controvoglia, ci si è affidato al mezzo democratico per eccellenza (no, non la categoria per anni imperversata al campo “Italia”) col quale, da lustri, il popolo - anche quello degli stupidi che accorrono come bambini sugli spalti per vedere ventidue persone rincorrere un pallone – esprime le proprie opinioni su chi dare le chiavi in mano del presente e del futuro. Il buon Giulio Andreotti, che più da politico che da tifoso romanista ne ha viste di cotte e di crude, ha precorso…Il corso delle cose alcuni anni fa quando asserì, alla vigilia della conclusione di una gravosa campagna elettorale, che per andare alle urne ognuno doveva stringere le narici: “…turiamoci il naso e andiamo a votare...”. Mettendo da parte il fatto che il manoscritto del papà del commissario Montalbano tratti di due cittadini siciliani rinchiusi in cella in terra straniera, per aver commesso reati indefiniti dalla stessa polizia locale, e, separati nella loro prigionia per dribblare il tentativo di concordare le deposizioni, riescano comunque a comunicare poco prima che l’udienza abbia inizio, ci pare alquanto azzeccato…dar ragione proprio ad Andreotti, sostituendo le elezioni alle prossime decisive sfide che il campionato riserba per la truppa. Eh si, turiamoci il naso. Ci sarebbe tanto da dire, tanto da scrivere, tanto per dar sfogo ad amarezza, tanto da rinfacciare a chi si ostina a chiudersi nei propri locali, a chi invita qualcuno a non andare più allo stadio, a chi dice che “non c’era intenzione di fare acquisizioni esorbitanti sul mercato”, a chi – in buonafede – non è conscio che certe cose, lampanti, non vadano per il verso giusto, a chi proclamava che “bisogna agguantare questi benedetti playoff”. Ora, dopo l’onesta ma poco positiva prova contro la Sangiovannese – seppur ci sia stata una totale emergenza anche morale durante la settimana precedente – e la sconfitta contro una compagine di una categoria inferiore, quale il Benevento, arriva il cliente perfetto. Si, si va controcorrente. La Salernitana è la squadra giusta al posto giusto. E’l’ora di vedere, definitivamente, se ci sono gli attributi, il carattere e la determinazione necessaria ad evitare i ballottaggi per la retrocessione. Suvvia! Tutti, o quasi, vogliono andare a votare. Fateci mettere, da tifosi, una croce, al più presto…le narici sono quasi sature. E non solo di smog o tabacco. Che il 30 giugno arrivi il prima possibile, con la salvezza in tasca. Lì, davvero, ci sarà il momento delle scelte. Il governo già sarà composto ma, quello rossonero, si dovrà pur esprimere una volta e per tutte e senza inutili e pericolosi sentimentalismi. |
||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|





.jpg)




