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"IL LIMBO"
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Il buon Dante Alighieri, nella stesura del IV canto del primo step della "Divina Commedia", tratta amabilmente di coloro che, legati ancora al peccato originale a causa di disparate motivazioni non imputabili a loro stessi, risiedono nel primo cerchio dell'Inferno. Il popolo dei peccatori innocenti è vasto e variegato, con la bandiera del gruppo sventolata dai grandi spiriti e personaggi dell'Antichità decessi prima della venuta in Terra di Gesù Cristo. Il limbo, angolo dove si risiede anche, e soprattutto, quando si è vivi è una zona minata, infame.
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E' un'area di vita quotidiana dove i rimpianti e le incertezze sono un flagello (o un Fragiello?) continuo. Il Sorrento in toto sembra aver in regola tutta la documentazione necessaria per entrare a far parte del club degli indefiniti, senza mai diventare maggiorenne. Dieci gare di campionato non hanno ancora stabilito che panni veste questa squadra e che cosa può conquistare nel corso della stagione. La classifica, poi, è beffarda. Il vangelo apocrifo domenicale (il televideo) suffraga con precisione e puntualità elvetica il must dei commenti post-Lanciano. Né carne né pesce, tredici punti, metà classifica con eguale distanza numerica (tre lunghezze) dalla green zone (i playoff) e dalla red zone (i playout). Se i conti si fanno a fine campionato è meglio anticiparsi, per definire cosa fare e a cosa aspirare per evitare il vagare fino ad aprile senza meta, opera di movimento da smidollati. E questa, anche se il prelato lo ripete a gogò in misura opposta, non è cosa buona e giusta. Anche per una matricola neopromossa di una cittadina di 16000 anime. Il test match col Lanciano era una sorta d'appello dentro o fuori per saggiare le reali intenzioni degli uomini di Provenza. L'aria grigia del tempo atmosferico rispecchia bene l'umore dei calciofili rossoneri accorsi al campo "Italia" che, a dispetto dei tre anni e quattro mesi di imbattibilità interna e di sana mentalità guerresca, sembra esser divenuto l'oasi del benessere per i foresti che si presentano in costiera. Il termine tabù non rende l'idea: una sola vittoria interna in cinque gare disputate tra le mura amiche sono minime, la nouvelle cousine non sazia l'appetito ma almeno sfama gli occhi. Fino ad ora, però, le pupille sono a dieta ferrea. Il team abruzzese, per esser obiettivi, può recriminare. Il cartellino del giudice a bordo ring enuncia la netta supremazia della Moriero's band, materializzatasi per oltre settanta minuti in lungo e in largo. Brunner, il migliore, ha salvato miracolosamente la porta in almeno quattro occasioni, seppur le sue manone si siano rivelate frolli sulla palletta di Pintori. I nodi, testardamente, sono venuti al pettine. Eccetto la coppia centrale Maury-Migliozzi in difesa si è sofferto parecchio, le sollecitazioni sono state tante. L'1-1 firmato Alberti è il sintomo di un male che attanaglia ferocemente il Sorrento da agosto inoltrato: la mancanza di concentrazione, la superficialità. Ottobre (giornata no è dir poco) batte sui piedi di Vicedomini una punizione mentre la sua squadra è ferma a fiatare. Wilker, alla sesta apparizione stagionale (l'anno passato una sola partita disputata col Treviso) è acceso sulla propria tre quarti di campo e parte come un razzo. Quaranta metri palla al piede senza nessuno che si opponga. Poi l'assurdo: Pintori taglia da sinistra verso destra, con Ferrara immobile col braccio alzato alla Baresi e con Migliozzi alto, uscito sul brasiliano. Pezzella si attarda a salire e tiene in gioco pure la bandierina del calcio d'angolo. Il peperino, che più tardi timbrerà il vantaggio ospite, scarta Brunner e defilato mette al centro. Per inerzia di corsa due difensori entrano in porta, con Alberti all alone in area piccola che appoggia in rete col palermitano Ferrara ancora dubbioso e pensieroso se fare la diagonale. Delirio. In mediana, per certi versi, si è toccato il fondo: Maiorano, finalmente titolare, ha corso, lottato e dato spettacolo per cento, ma ha predicato calcio nel deserto. Con Nicodemo appannato (ma non troppo) dall'insolita posizione da ricoprire (la zona destra in un pacchetto a tre) e con Ottobre mai in partita non si è stati in grado di far propria la gestione dei ritmi e di opporsi al meglio al dominio dei ragazzini agglomerati dal ds Pavarese. Fragiello ha ancora mostrato le lacune che lo hanno contraddistinto fino ad ora seppur, bisogna dirlo, non ha toccato ventimila palloni mentre Piccioni non ha dato il contributo che si attende da uno come lui. Nel torpore generale è venuto fuori un bel Gautieri che, nei pochi minuti in cui si è visto, ha dato una sterzata che, ci si augura, sia colta con continuità dal gruppo in toto. La presenza di Ripa è necessaria, ma onestamente è da pazzi credere che il rientro del bomber risolva tutto d'incanto. Si deve esaminare per bene la situazione: col ragazzo di Battipaglia in forma ci si salva, su questo non ci piove. Al primo anno di terza serie bisogna far esperienza, società in testa. Ma se davvero si punta alla quinta piazza non ci siamo. L'organico, amalgamato male, non è all'altezza. Qualche correttivo è necessario, per non dire urgente. La qualità latita ed in C1 si va avanti non solo con la forza della disperazione e dell'improvvisazione. Ed il "Menti" si avvicina…
Salvatore Dare |