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Il Tempo delle scelte

Franco Giglio, uno che le parole non le ama, uno che evita i taccuini ed i microfoni della stampa in ogni occasione, nel convulso post gara di Sorrento-Ancona ha sancito perentoriamente che l'accesa, inaspettata e vivace attività intestinale maturata in lui e, quanto pare, anche nell'apparato digerente dei duemila presenti durante il match era esagerata, troppa. E meritava di essere esposta, nell'egual misura dei sintomi fisici, in forme verbali taglienti e nette. "

Evidentemente abbiamo una squadra mediocre e disputeremo un campionato di pari livello. Dobbiamo riconoscere di aver commesso una serie di errori di valutazione. Ci sono giocatori che non sono all'altezza della categoria fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Provenza va bene, per ora non rischia .". Bum.

Il tecnico, affermato gastroenterologo di Salerno, studia il malato (non ci riferisce al presidente ovvio) e fornisce la sua primaria diagnosi impiegando il misurino per non scontentare nessuno: " Ritengo invece che dobbiamo solo commentare un risultato negativo mettendoci in testa che questa categoria non ti concede di abbassare la tensione, perché è sulle sfumature che si fa la differenza.". Un po' a me e un po' a te. Uno a uno, palla a centro.

I dorici, giunti in costiera per consolidare la vetta, hanno conquistato tre punti d'oro (con i quali hanno salutato, per adesso, la Salernitana) soprattutto alla luce del dato di fatto che il sudore da asciugare al termine della contesa era infinitesimale. E questo dice tutto, più di ogni parola spesa.

Eccetto il primo quarto d'ora pimpante, il Sorrento non è mai stato in gara; gioco lento, macchinoso ed impacciato. L'assetto tattico è giustamente confermato, medesimi interpreti con Marciano unica variante ( Majo dov'è?). Ed è proprio questo che fa riflettere…stessi uomini, stesso modulo delle convincenti ultime due partite. Pensare ad un normalissimo incidente di percorso per una neopromossa sarebbe semplice e banale, ma a tatto non pare che si tratti di un evento che rientri in questa casistica. E Giglio lo sa…

L'idea del trainer ex Lamezia su come opporsi alla capolista ("Me la gioco come ho fatto con la Sangiovannese e con la Salernitana…abbiamo giocato benissimo, perché cambiare? ") è giusta, intelligente. Casomai è contestabile nel complesso la gestione in corso. Ed è qui che la confusione ha colpito. Sotto di un gol, con Rastelli avulso da tutto e tutti, con Russo in giornata no (ammonito e molto nervoso) e con Marciano a dir poco disordinato Provenza opta per Vanin (in gran spolvero nella settimana) e Ruotolo, out Sibilli (!!!) ed il Puma bianco (Marciano). Il brasiliano non tocca palla, mai visto. Anche se il momento per lanciarlo non era quello adatto. E dopo soli venticinque minuti va sotto la doccia per Fragiello, sceso sul terreno di gioco fin troppo tardi. Russo è già negli spogliatoi, espulso per doppio giallo, Ottobre docet. Ci risiamo.

I se e i ma nel calcio non esistono, come la controprova. L'impressione comunque è equa, pensando agli atti svolti nella prima parte di campionato…atti che ora hanno un'altra chiave di lettura : gli errori sono da ripartire tra l'allenatore (reo di scelte cervellotiche, come il metter da parte all'improvviso gente che sul campo garantisce prestazioni di qualità e durature per minutaggio – vedi Maiorano, Ruotolo, Radi e ad inizio stagione Russo), la società (qui ci si ricollega al discorso del patron Giglio, intervento fatto, forse, nella sede meno opportuna dopo una batosta del genere ma sostenuto da crude verità), lo staff tecnico (il mercato posto in essere non è da buttare, ma è palesemente organizzato male…a luglio si trattava Castaldo, tenendo presente i problemi di Ripa. Affare sfumato, ci può stare. Ma se tre mesi fa si cercava un bomber di categoria perché poi non è arrivato nessuno? Non è una contraddizione in termini bella e buona?) e dulcis in fundo da coloro a cui era rivolta la missiva presidenziale: i calciatori. I quali, ad onor del vero, qualche scheletro nell'armadio ce l'hanno (vedi la sconcertante vicenda Maraucci)…

Sembra giunto il momento clou della stagione, è ormai il tempo delle scelte. Su cosa fare, su come agire e su come rispondere alle tante parole spese intorno alla lacerante sconfitta interna con l'Ancona. Scelte attese, scelte che le parti in causa non devono esimersi a prendere. Nel bene o nel male.
Salvatore Dare

 
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