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L'ARCOBALENO DELLA ZONA CESARINI.
a cura di Salvatore Dare.
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L’arcobaleno è un fenomeno ottico, ma anche e principalmente meteorologico, in grado di produrre uno spettro (non quello riferibile ai fantasmi, bensì quello elettromagnetico) perpetuo di luce nel cielo quando i raggi del Sole si riflettono nelle gocce d’acqua rimaste in caduta verso il suolo dopo un temporale. Ciò capita saltuariamente anche presso una fontana o una cascata.
Al 94’ di Sorrento-Gallipoli, l’aria e la pioggia che avvolgevano il campo “Italia”, spento dal primo colpo di testa vincente della storia del calcio scoccato da due metri senza che il colpitore della sfera (il bomber Di Gennaro) sia dovuto saltare, erano proprie di chi, con l’umore abbastanza nero, sperava intimamente che solo una palletta da fermo potesse risolvere la questione. Detto, fatto. Punizione decentrata sulla destra, ai venticinque metri, con Radi che buca finalmente Rossi per l’ennesimo pari in extremis all’ultimo secondo di gioco. La traiettoria vellutata pareva proprio un arcobaleno colorato. Casualità? No, grazie.
Il pari agguantato in extremis col Gallipoli permette al Sorrento di Morgia di mantenere invariate le distanze dalla zona rossa, con due meri punti di distanza dall’inferno della piena lotta alla retrocessione con la Pistoiese, però, che prossimamente dovrà recuperare una gara. In campo si è visto un gruppo che, sul piano dell’aggressività, ha dato quel che poteva anche se, obiettivamente, è palese che manchi qualche tassello al mosaico per poter non solo vedere trame di gioco interessanti e ben congeniate, ma seri elementi che possano dar fiducia all’ambiente che, negativamente, osa pensare di doversi e potersi salvare anche passando per la lotteria degli spareggi
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Passiamo il rischio di esser ripetitivi, ma purtroppo è così. Anche contro la compagine presieduta dal morattiano Barba, la truppa – a partire dal rosso rifilato a Cini fino al gol impacchettato e regalato a Di Gennaro - è parsa esplicitamente, seppur ad intermittenza come il segnale cacofonico dell’autoradio quando la vettura è prossima all’entrata (o all’uscita) di una galleria, orfana di lucidità e personalità. Soprattutto quando si è dovuto attaccare, faccia a faccia, il fortino gallipolino. La tematica è gravemente rilevante. Anche contro l’Arezzo si è giocato in undici contro dieci per oltre un tempo, senza tentare di creare brividi al portiere. Gli aspetti positivi, però, si devono cogliere. L’esordio, più che buono, del giovanissimo Ferrara e la costanza e l’aggressività delle trame nella prima frazione. Il gol dell’ariete Di Gennaro, che non ha impressionato più di tanto, ha spaventato assai anche perché, in quel momento, il Sorrento era in una fase di stanca, proprio come le maree. Le maree, però, sono un fenomeno naturale che si basano sul posizionamento dell’unico satellite terrestre: la Luna. Al campo “Italia”, di satellitare e lunare, c’era solo l’abnorme postazione parabolica dell’emittente Blu (il nesso tra il colore del mare e le…maree è semplice da cogliere), che ha trasmesso in diretta la partita. Parlando di maree, non ci si può non riferire al “regn e arravac” del tempaccio atmosferico, dotato di maliziose nubi fantozziane, che si sono aggirate anche dinanzi alla consueta postazione dell’announcer storico delle formazioni. La sconfitta, come dice baffo d’oro Morgia, sarebbe stata una colossale beffa. La vittoria, eventuale, non avrebbe risolto i problemi anche se, innegabilmente, avrebbe dato una bella spinta per iniziare a discutere sulle operazioni da concretizzare con lo scopo principale di trovare le soluzioni del caso. Il materiale umano a disposizione del baffuto ex Palermo è limitato sia come numeri (assenti col Gallipoli Iorio, Maury, M. Ferrara, Maiorano, Rastelli mentre Marciano, come ben si sa, si è stirato al 24’pt) che come capacità tecnico-tattiche. Ciò conferma in toto che dal mercato, non quello ortofrutticolo, dovranno arrivare rinforzi di peso. Mounard è un ottimo antipasto anche perché tale considerazione basa le fondamenta su molteplici aspetti: l’ex satanello ha disputato la migliore stagione italiana (quella del 2004-2005) alle dipendenze di Morgia. Inoltre, il talento di Chantilly, è un uomo ricco d’estro, genio, colpi e guizzi. E’multifunzionale e pare perfetto per il 3-4-3 che si vuole schierare in modo fisso da qui fino alla fine dell’anno. Per definire Taormina, parafrasiamo il mitico Martufello nel celebre spot della mozzarella di bufala di qualche anno fa: “Di più nin zò! ”. Un amministratore condominiale dalla mediana in su, comunque serve. Accendere Ripa e l’altro partner offensivo è un must all’ordine del giorno. Morgia predica qualità. La vuole e s’infervora al solo pensiero di poter disporre di un tasso tecnico apprezzabile. Giulio è l’unico trequartista della rosa che, proprio nel talento metese, vede il calciatore tecnicamente più valido. Per il resto, un altro attaccante non farebbe male. Si confida nel mercato, negli acquisti e nella buona sorte predicando il verbo espresso da Morgia nel post-partita: qualità. Intanto, guardiamo e…passiamo. |
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