 |
|
"L'ANTIPASTO"
|
|
Più passa il tempo e più ci si rende conto che la relazione intercorrente tra due dei massimi piaceri della vita, il calcio e la cucina, è viva, attuale. A questo aggiungiamoci il fatto che il timoniere, o lo chef, è nuovo ed il gioco è fatto (l’espressione “Il pranzo è servito” sarebbe, ponendo in essere la proprietà transitiva applicata alla grammatica, adatta). Parlavamo dello chef, appunto
|
La prestazione vincente e convincente del Sorrento nel match col Pescara, affiancata alle prove offerte col Martina prima e col Gallipoli poi, sono sintomatiche…danno l’idea di un antipasto regale che funge da apripista, per lo stomaco e per il palato, ad una grande abbuffata in stile cenone. E visto che il Natale e le sue tavole chilometriche si avvicinano il nesso è semplice da ricercare.
Il modulo ed i numeri non sono tutto nel pallone. Ovvio. Ma scrutando con occhio clinico il posizionamento tattico degli uomini in rossonero non si può non portar la mente all’estate provenzale. Eh si, il 4-2-4 messo in campo da Morgia pare quello pubblicizzato ma non troppo dal dottore salernitano all’hotel “La Pace” in sede di presentazione. Gli interpreti, poi, non sono del tutto differenti a quelli visti col precedente coach, seppur ci siano novità significative. Col nove sulle spalle parte titolare il puntero tanto e troppo atteso: Ripa. Ed in fascia destra con compiti da terzino, dopo il provino positivo in C.Italia, c’è Vanin. Una gran gara la sua. L’antipasto è una portata che avvia il pasto e, talvolta, è ricco di ricamate tartine e invitanti stuzzichini. Uhm. Sibilli ed il Piccio, se fosse possibile immaginarli in un piatto d’entrèe, sembrerebbero dei ghiotti manicaretti ripieni e fritti in padella: parafrasando “La coscienza di Zeman” il baffuto padrone della panca rossonera pone i due sul lato opposto al proprio piede di calcio. Esperimento, questo, che ha visto porre le proprie radici nell’esordio col Martina… (nell’appuntamento precedente lo sottolineavamo con il motto “In rampa di lancio…con le ali ai piedi”). La mossa, studiata nei minimi particolari nei quattordici giorni della sosta, è perfetta e ridicolizza Lerda che nel post-partita alza bandiera bianca. Il gol del biondone di Giulianova è il frutto dello schema proposto, a più riprese, in corso d’opera; questo principio di campo è perseguito in tutte le salse e dà l’opportunità del battesimo della categoria con rete a Spiderman. Il raddoppio non arriva, ma le palle gol – anche durante gli ultimi venti minuti d’assalto del Pescara – sgorgano come l’acqua di un ruscello montano. L’esser cinici manca ancora: è un aspetto da curare. La priorità, adesso, è crescere su altri aspetti.
In the middle Nicodemo giganteggia e Caracciolo, non l’ultimo arrivato, esce dal duello umiliato. Il bomber fisicamente non è al top, ma Romito, quando Ripa mette la sfera a terra e lo punta, va eufemisticamente in affanno. Tant’è che, nella seconda frazione, c’è il cambio di marcature: the man lo prende in consegna Pomante.
Si vince, dominando l’avversario sul piano del gioco e delle occasioni. La condizione atletica, tra l’altro, sembra buona. Che dire, le premesse per divorare una bella bistecca non mancano. E domenica c’è nuovamente la Toscana, terra di chianine e tre punti. A tavola come in campo…che la pancia si faccia capanna.
Salvatore Dare |