| Lezione |
Tempo inclemente, tanta pioggia e campo pesante. Il massimo per una partita importante per ambedue le contendenti. Il team di Cari, reduce dal blitz di Martina (0-1, Zito), cercava i tre punti per rilanciarsi verso la zona B visto che, nelle precedenti uscite casalinghe, non aveva impressionato più di tanto. Di contro c'era la truppa rossonera affamata prima di una prestazione salda e convincente e poi di punti. Auspici poi materializzatesi sul campo. Provenza decide di schierare un undici insolito con Fragiello centroboa, affiancato dal capitano che, in fase di non possesso, va a fare il quinto di centrocampo. In fascia a sinistra c'è Radi, mentre in mediana si rivede Ottobre con Nicodemo e Marciano. A Piccioni il compito di proporsi sull'out e di aiutare il reparto avanzato. I rossoblu, orfani di Cavallo e Cammarata, si propongono con un 4-2-3-1 spallettiano con i tre a sostegno di Dionigi piccoli, pimpanti e rapidi: Zito, Cutolo e Pellecchia. Noi partiamo col piglio giusto, seppur qualche amnesia difensiva potrebbe costarci caro. E'il 13' quando Ottobre col compasso lancia Rastelli che, dall'alto dei suoi 39 anni, brucia sul tempo Zaccanti e si presenta a tu per tu con Barasso: lo stopper ex Foggia lo strattona e Donati indica il dischetto. Giallo e botta centrale: vantaggio. Uhm. L'ebbrezza dello 0-1 dura poco, tant'è che il pari di Cutolo è amarissimo, peggio del Cynar. Rastelli al limite dell'area è falciato da dietro, l'arbitro guarda e passa. Cejas imbecca il peperino partenopeo che triangola con Dionigi (che si avvantaggia di un'uscita di Braca troppo frettolosa, l'unico errore del match) e di sinistro firma l'1-1. Monologo tarantino, assedio a Brunner? No, niente di tutto questo. Lo scenario descritto non è realistico: i nostri centrocampisti stanno in vena (Ottobre e Nicodemo su tutti) ed inscenano con i colleghi di casa un duello che non dà l'idea che qualcuno possa vincerlo. Né da una parte né dall'altra. Le occasioni latitano, le emozioni pure, il gioco anche. Meglio così, anzi…speravamo che fosse così. Reggiamo l'urto senza mai soffrire, e l'inizio della ripresa è in linea con la piega assunta nei primi 45'. Anzi, semmai la piega pende verso Rastelli e company: Zaccanti, per un fallo veniale ai danni di Fragiello, viene espulso. Siamo a venti dalla fine, con Zito silente e con l'elettrocardiogramma del match quasi piatto. Eh si, quasi. Sfioriamo il colpaccio prima con Maury (destro su punizione) e poi con Ottobre (ottimo Barasso in corner). Il dottore, scottato dal bel gioco avaro di punti di Salerno e del tonfo con l'Ancona sta sulle sue e si porta a casa un punticino prezioso. Parlavamo di vento che inizia a girare: il calendario propone Pistoia, Lanciano in casa ed il derby del "Menti". Niente di trascendentale. Non fare almeno cinque punti è anticostituzionale. Voliamo bassi, come il dottore ha fatto, con sagacia, nella parte conclusiva della gara dello "Jacovone". Salvatore Dare |
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La sfuriata presidenziale del post Sorrento-Ancona è servita. Lo spirito di sacrificio assente e la mancanza di attributi di cui, tra le righe, Franco Giglio ha accusato il gruppo solo sette giorni fa è un lontano ricordo. A Taranto la musica è stata un'altra. E se non si è sbancata la dimora del delfino jonico lo si deve in parte alla mancanza di fortuna, ma non solo. Due gare perse consecutive erano un bel peso da sopportare ed il rischiare di andarsi a prendere i tre punti nei venti minuti finali era, per Provenza in testa, un gioco che non valeva la candela.




