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'TABELLINE, CALCOLATRICI ED ADDIZIONI'
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La matematica, si sa, non è un’opinione. Lo sviluppo, però, di ciò che la corrobora – ovvero i numeri – ha dato vita, nel corso dell’evoluzione della storia, a molteplici materie. La statistica, probabilmente, è l’aspetto aritmetico maggiormente annesso al pallone. In costiera, ormai da tempo, è tempo di calcoli, cifre, tabelle, tabelline e medie. Ognuno, a seconda della propria opinione e dei propri partiti (ce ne sono, ce ne sono…) e delle aride e gelide risposte delle addizioni e delle sottrazioni, si erge ad oracolo di verità con lo scopo primario di predeterminare, inequivocabilmente, lo standard da raggiungere in graduatoria per evitare di retrocedere.
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Attualità divenuta…attuale dall’inizio dell’inverno. Non è il caso di drammatizzare né di crocefiggere la moda che…va di moda, quando si tratta di lottare, col coltello tra i denti, per un obiettivo. Comunque, il tam tam del calcolo ha “infettato” anche il baffo d’oro…rossonero Massimo Morgia che, imitando i migliori broker di Piazza Affari - non solo in consessi privati con alcuni esponenti del tifo organizzato - ha sostenuto, anche in conferenza stampa, le proprie opinioni tirando fuori dal cilindro una miriade di statistiche ben congeniate e ovviamente veritiere. Foglietto in mano, penna ed occhiali, Morgia – giustamente – ha elencato i numeri del suo Sorrento. Le ultime trasferte “…giocate contro il mio credo calcistico che prescrive di attaccare fuori casa come al Campo Italia…” (uhm…), hanno fruttato quattro punti, alla media di 1.5 per match. Proprio come la Salernitana capolista, il cui bottino esterno enuncia sedici punti in dodici incontri. L’obiettivo - stabilito prima in 42, poi in 43, poi in 40 prima delle ultime tre partite (è scontato dire che la variabilità è una caratteristica madre delle statistiche e della matematica) – è stato definito “ipotetico”. Eh si, è proprio così. Ma sia chiaro. Se la sindrome da calcolo, oltre a risiedere nei bar e nei discorsi di chi la domenica segue, in prima linea, le intricate vicende rossonere, ha preso piede pure nella mente di chi dovrebbe vivere solo ed esclusivamente alla giornata, non ci si può esimere dal dire che qualcosa non quadri come dovrebbe. Non è una critica, ma una mera constatazione. Siamo alla vigilia di un doppio turno casalingo cruciale, ma che rientra in un periodo ben più ampio. Un periodo in cui, per forza di cose, il Sorrento dovrà migliorare il proprio assetto offensivo soprattutto in termini di realizzazione. Forse, per dimenticanza, ci si è dimenticato di sottolineare che, con Morgia – anche se va detto che l’emergenza infortuni è stata alquanto debilitante – i rossoneri, in trasferta hanno segnato solo due gol in sei match. Marcature nate da calci piazzati (Gautieri su rigore a Lucca e Ripa, servito da un corner, a Perugia). In casa, in ogni caso, le reti messe a segno sono sei di cui tre derivanti da fermo. Colpa solo degli attaccanti non è, agli altri l’analisi, anche numerica, della vicenda. Lasciando stare quest’effimera statistica – dato che è stata tagliata dal saggio tourbillon di numeri non prendiamola in considerazione – il must deve essere uno solo: pensare esclusivamente all’avversario di turno, senza rifarsi al calendario. Beh, il calendario dobbiamo sempre tenerlo ben impresso nella mente. L’anno è composto da mesi, i mesi sono composti da giorni, i giorni sono composti da ore. Il countdown verso la notte del 31 maggio è lanciato da un bel po’. Che giugno venga al più presto.
SALVATORE DARE |