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Sorrento - Arezzo 0-0
Commento della partita di Salvatore Dare

Sorrento , 16 Dicembre 2007

SORRENTO-AREZZO 0-0

SORRENTO (4-2-4): Brunner, Ferrara, Maury, Braca, Pezzella, Nicodemo, Ottobre (22’ st Maiorano), Piccioni (12’ st Fragiello), Ripa, Rastelli, Sibilli (26’ st Russo). A disposizione: Doardo, Vanin, Radi, Gautieri. All. Morgia

AREZZO (4-3-3): Marconato, Cazzola, Ranocchia, Goretti, Mezzanotti, Beati, Roselli, Savi (1’ st lanzara), Myrtaj (35’ st Cavagna), Martinetti Bondi (46'st Falomi) A disposizione: Pettinari, Bricca, Vigna, Kruopi. All. Cuoghi

ARBITRO: Donati di Ravenna

NOTE: Spettatori circa 1000 con sparuta rappresentanza ospite (306 paganti, 487 abbonati), incasso di 9.155, 32 euro (compresa quota abbonati).

Ammoniti Goretti (A), Ripa (S), Myrtaj (A). Espulso al 38’ pt Goretti (A) per doppia ammonizione.

Angoli: 6-3

Recupero: 1’ pt, 4’ pt

La Partita

Secondo pari consecutivo interno e tanti fischi alla fine del match. Gli amaranto di Cuoghi restano in inferiorità numerica per cinquanta minuti di gioco ma non sudano più del dovuto per conquistare un risultato positivo. Il Sorrento è pallido ed incolore, incapace di verticalizzare e di far girare la sfera a terra. Un vistoso passo indietro, soprattutto sul piano del gioco, rispetto ai progressi intravisti nei match con Martina e Pescara. Il tecnico costiero si affida all’undici tipo e sfrutta il rientro di Rastelli nel reparto avanzato. Di fronte c’è il 4-3-3 aretino, con Martinetti, Bondi e Myrtaj insigniti del compito di pungere.

L’avvio è di quelli alla camomilla, col Sorrento che cerca di far la partita ma che va’ in palese difficoltà nel produrre pericoli derivanti da trame di gioco ben costruite. I rossoneri, infatti, creano problemi agli ospiti solo ed esclusivamente da fermo. All’ 11’ Ottobre su punizione sfiora la traversa mentre tre minuti dopo è Ripa a cercare la via della rete. Ferrara, su calcio piazzato, mette in mezzo ma il colpo di testa dell’ariete di Battipaglia si spegne a lato. E’ il 22’ quando l’Arezzo prova a farsi vedere dalle parti di Brunner. Roselli serve Martinetti che, con un velenoso diagonale a giro, costringe il portiere di casa agli straordinari. La grande occasione arriva al 38’: corner battuto da Ferrara e, all’altezza del dischetto, Ottobre colpisce di testa schiacciando la traiettoria. Marconato si supera e manda in corner. Poco dopo l’episodio che potrebbe cambiare il match: Goretti, già ammonito, ferma con le cattive Rastelli lanciato in campo aperto. Secondo giallo e doccia anticipata. Sul finire della prima frazione è ancora Ripa a sfiorare la marcatura: lancio di Ottobre col contagiri, capocciata del bomber e palla di poco fuori. Nell’intervallo Cuoghi ridisegna l’assetto tattico, togliendo Savi ed inserendo Lanzara esterno a sinistra. Centrocampo a due, con Bondi chiamato a rinculare. Ripresa avida di emozioni. Al 50’ Ferrara tenta dal limete, senza trovare lo specchio, col sinistro. Poco dopo (55’) Rastelli in area piccola colpisce di testa, ma Marconato dice ancora di no. L’opportunità migliore per cambiare le sorti dell’incontro capita sui piedi di Ottobre che, al 56’, conclude debolmente al volo su assist di Ferrara. I tre cambi che si gioca Morgia non danno la sterzata necessaria per poter conquistare l’intera posta in palio. Escono gli spenti Piccioni e Sibilli: ci sono gli ingressi di Russo e Fragiello. Nulla di fatto, col Sorrento che si ammassa in pochi metri nell’area avversaria senza riuscire a trovare la via della porta. Al 63’ Martinetti evita Braca e s’invola verso Brunner: il suo destro dalla lunetta non si rivela un pericolo per la porta rossonera. La contesa, nell’ultimo spezzone di gara, risulta avara di sussulti. Al triplice fischio arriva la civile contestazione della tifoseria di casa: due punti in quattro gare sono pochi. Per qualsiasi obiettivo. Anche di salvezza.

Salvatore Dare

LE PAGELLE

BRUNNER 6.5: L’unica differenza tra lui ed il pubblico è nella posizione privilegiata da spettatore. Per il resto non è mai chiamato in causa. Si sporca i guantoni, candidi e puliti fino a quel momento, al 22’ pt quando Martinetti tenta di beffarlo con un malizioso sinistro a giro dalla lunetta. Il guardiano rossonero si supera e sventa la minaccia

FERRARA 6: Dalle sue parti gironzolano prima Bondi e poi Martinetti. Il terzino palermitano s’oppone con esperienza e sagacia tattica senza concedere spazi agli avanti amaranto. Da fermo, dipinge un paio di cross che meriterebbero miglior fortune. In fase di spinta è più cheto del solito

MAURY 6.5: Comanda con piglio e voce alta la difesa. Annulla le sortite ospiti da par suo. In anticipo costante, non disdegna l’intervento rude. E’ il perno del pacchetto arretrato, e non solo.

BRACA 5.5: Pomeriggio in chiaroscuro. Parte bene, poi col passare dei minuti perde colpi. Non è la miglior prestazione dell’anno: lo si nota dal numero elevato di falli che commette e dall’assenza di un lancio pulito e calibrato. Opaco

PEZZELLA 6: Sull’out sinistro sfreccia con costanza fin dal primo minuto, senza però creare pericoli. Anche perché, dinanzi a sé, c’è un traffico elevato. Ottimo nella copertura: diagonali ok.

OTTOBRE 6.5: Piede caldo, megafono acceso e cervelletto in funzione. Dal suo destro hanno origine le sortite rossonere, seppur esse si spengano ai sedici metri. Contrasta, vincendo sempre l’uno contro uno, capitan Roselli. In netta ripresa. Il cambio non lo meritava.

(22’ st MAIORANO 6: Fisicità e ritmo per una squadra che corre poco. Accanto a Nicodemo, cerca di dar continuità al volume di gioco sterile che fino a quel momento si notava in campo. Trasforma, a fasi alterne, l’azione da difensiva in offensiva. Merita, comunque, ben altro minutaggio)

NICODEMO 5.5: E’ in un periodo pallido, con i files del suo pc che non operano al meglio. L’avvio è di quelli stentati. Si riprende, però, col passare dei minuti. Duetta spesso con Ottobre senza entrare mai nel vivo della manovra. Nebbia in val…mediana.

PICCIONI 5: Lento, impacciato e macchinoso. Quello in rossonero è, di certo, il cugino del fratello gemello del Piccioni visto con la casacca del Manfredonia nelle ultime due stagioni. Col fisico difende spesso la sfera anche se non spicca mai…il volo.

(12’ st FRAGIELLO 5: Lotta e sputa sangue come pochi. Di sfruttare quel fisico donato a pochi umani, però, neanche a parlarne. Si pesta i piedi con Ripa e risiede stabilmente in fuorigioco. Una punta di scorta da C1 è un ruolo diverso da quello che il fusto di Secondigliano puo’ inscenare in costiera. Anche se, sia chiaro, è un calciatore con potenziale. Prospetto, comunque, su cui lavorarci con attenzione)

RIPA 6: Fa a sportellate con Ranocchia, inscenando un bel duello aereo. Indossa una vistosa benda rossa attorno al capo che lo rende ben visibile sul radar delle iniziative del Sorrento. Va’ vicino a cogliere il bersaglio in più di un occasione, seppur gli manchi ancora la migliore condizione. In rampa di lancio

RASTELLI 6: L’ultimo a mollare, anche se il suo apporto è meno appariscente del solito. Si muove con costanza al fine di ritagliare spazi per Ripa e per Sibilli. Niente da fare. Di testa potrebbe bucare Marconato, che risponde con autorità al tentativo del satanasso.

SIBILLI 6: Sembra il suono intermittente dell’autoradio quando si è all’ingresso di una galleria. E’ ondivago, sia per movimento che per apporto alla causa. Da buon fondamentalista del dribbling, lo prova a più riprese. Con risultati ovviamente alterni.

(26’ st RUSSO 6: Inserito con ritardo, gioca da esterno sinistro di centrocampo. Posizione, come ben si sa, non consona alle sue caratteristiche tecniche. Cerca di catalizzare le attenzioni dei difensori dell’Arezzo tenendo palla per poi scaricarla sugli esterni. Tentativo ragionato che non sempre si concretizza. Il “trovati la posizione dove vuoi giocare” di Cioffi era altra cosa. Incompreso)

ALL. MORGIA 6: Deve metter olio e raziocinio negli ingranaggi arrugginiti della propria squadra. Ritorna al modulo che gli ha permesso, con spettacolo, di conquistare con Martina, Pescara e Crotone sette punti. Far male solo da calcio piazzato, però, con la squadra avversaria in dieci è sintomo di un qualcosa che non va’. Da rivedere l’atteggiamento complessivo, non è reato metter pepe con novità probanti. Anzi. Sostituzioni azzeccate in parte negli uomini e totalmente nei tempi. Lo schieramento tattico conseguente ai cambi non è quello dei giorni migliori.

Salvatore Dare
 
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