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TRIONFO STORICO!

38' pt Giampaolo

SORRENTO (3-5-2): Spadavecchia; De Martis, Lo Monaco, Panarelli; Vanin (25’ st Minadeo), Maiorano, Nicodemo, Greco (14’ st Arcidiacono), Angeli; Ripa, Giampaolo (34’ st Biancone). A disp.: Locatelli, Ferrara, Hodza, Visone. All.: Simonelli.

CREMONESE (4-4-2): Paoloni; Vitofrancesco, Argilli, A. Bianchi, Cremonesi; Gori, Saverino, Fietta, Tacchinardi (1’ st Colucci); Guidetti (31’ st Temelin), Coda (22’ st Riganò). A disp.: G. Bianchi, Davini, Favalli, Borilli. All.: Venturato.

ARBITRO: Gallione di Alessandria (Giallantini/Marrazzo).

NOTE: Spettatori circa 2500, sparuta rappresentanza ospite.

AMMONITI: Lo Monaco (S), Nicodemo (S), Greco (S), Ripa (S), Maiorano (S), Colucci (C).

ANGOLI: 3-3.

RECUPERO: 2’ pt; 4’ st.

SORRENTO I trionfi più belli, forse, sono quelli più sofferti. Ed è proprio così che il Sorrento porta a termine la missione tricolore. Capitan Nicodemo alza al cielo con orgoglio la Coppa Italia di Lega pro, una vittoria che riesce a dare un senso ad un’annata partita con auspici ben diversi dal raggiungimento della salvezza diretta. Arriva un successo atteso, di misura, che riscatta una volta per tutte anche la “tragica” beffa del 1975 quando ai rigori e al Campo Italia, il Monza di Terraneo e Buriani uscì vincitore da una finale dominata e per certi versi maledetta. Il trionfo del Sorrento appare ampiamente meritato, perché in campo, dal primo al novantacinquesimo, si vede sempre un gruppo di uomini affiatato, legato, compatto, che ha dentro di sé, nel profondo dell’animo, un qualcosa in più rispetto all’avversario. Insomma, questioni di cuore, di rabbia, di profonda determinazione, di motivazioni. Il Sorrento vince la finale con la famosa mentalità giusta, quella tanto richiesta da Simonelli quando le cose parevano girare per il verso sbagliato. La Cremonese, probabilmente, gioca anche meglio, tant’è che ha più occasioni. Questo, però, è solamente un dettaglio.

IL CUORE La Coppa Italia va a chi ci ha creduto sempre, va a chi non ha mai mollato, va a chi vedeva la finale tricolore come l’occasione da cogliere al volo per riscattarsi e per rigenerarsi. Un Sorrento sulla falsariga di quello ammirato nelle ultime due uscite interne in campionato, che ha saputo conquistare la bellezza di sei punti contro le due battistrada del girone: Gallipoli prima e Crotone poi. E’ anche la vittoria dei nervi. La squadra di Simonelli sapeva di essere ad un varco fondamentale dell’annata. Un bivio cruciale anche in chiave futura ed ha avuto il merito di non pagare dazio sul profilo psicologico. Anzi, eccetto la fase iniziale dove la Cremonese è ad occhio nudo più sciolta, la concentrazione dei rossoneri non cala ed è ai massimi livelli. Il guizzo di Giampaolo si rivela decisivo e manda in estasi il pubblico del Campo Italia. Un pubblico presente con calore e passione in un appuntamento che passerà agli annali. Non è un Campo Italia da tutto esaurito, sia chiaro, ma poche volte è capitato che la gente abbia partecipato così attivamente alla prova del Sorrento.

RISCATTI E TRIONFI Ci sono tante storie da raccontare in questo trionfo. Spunta innanzitutto la figura di Gianni Simonelli, l’allenatore rossonero. Finalmente, con questo successo, scaccia via i fantasmi del recente passato e mitiga le amarezze di un’intera carriera, costellata da ben sei finali perse (cinque nei playoff ed una di Coppa Italia l’anno scorso col Benevento, vinse il Bassano). E’ uno splendido bis tricolore, in versione professionistica, per Angeli, Panarelli e Minadeo, già campioni nelle edizioni precedenti (con le maglie di Brindisi, Foggia e Gallipoli). Gioia allo stato puro anche per il “gruppo storico” composto da Iorio (oggi infortunato), Maiorano e Ripa. Gente che, a poco più di vent’anni, può dire con fierezza di aver compiuto un’autentica impresa: vincere in quattro stagioni una Coppa Italia di D, una di Lega pro, una Supercoppa di C e due campionati (dalla D alla C1). Chi sorride per davvero, più di tutti, è Antonino Castellano. Un presidente-tifoso di lungo corso, che si conferma il più vincente nell’intera storia rossonera. Oltre alla scalata al professionismo, può annoverare pure una Coppa Italia d’Eccellenza. Roba da grandi. Il socio, Mario Gambardella, va invece a bersaglio già al primo anno e, quindi, inaugura nel migliore dei modi la sua esperienza in costiera: mai, neppure ai tempi della Nocerina, aveva vinto qualcosa di importante.

LA RICONCILIAZIONE L’invasione di campo dei tifosi al fischio finale ha un sapore indubbiamente romantico. Se lo meritano anche loro questo successo, perché hanno sostenuto a gran voce la propria squadra, così vicina quanto lontana negli ultimi tempi. Le polemiche post derby con la Juve Stabia, sono ormai sopite. Meglio così. Ed il “tuffo” collettivo sotto la curva Sud è il miglior modo per ripartire assieme. Guarda caso, poi, quando Nicodemo alza al cielo la Coppa Italia, comincia a piovere. Tre anni fa, nella finale vinta col Giarre (Coppa Italia di D), la scena fu più o meno la stessa. Una pioggia lieta, che portò in dono altri trionfi. Oggi, le premesse sono uguali, perché vincenti e programmate. Complimenti, Sorrento.

SALVATORE DARE

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24 aprile ‘09

 
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TERNANA 48
TARANTO (-1) 47
PRO VERCELLI 40
CARPI 40
SORRENTO (-2) 38
BENEVENTO (-2) 35
COMO (-1) 31
AVELLINO 31
TRITIUM 30
FOGGIA (-1) 28
LUMEZZANE 28
PISA 27
REGGIANA (-2) 26
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MONZA 18
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