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Focus
PROFESSORE, PERMETTE?
Permette una parola? Il Sorrento visto a Benevento ha compiuto grandi passi in avanti sul piano dell’impegno ma non di certo dal punto di vista del gioco. Il postgara ha partorito solamente un topolino, o più semplicemente una conferma a tratti inaspettata e per certi versi clamorosa. Ma ora che la scelta è fatta, è opportuno solamente guardare avanti, concentrarsi sulle gare che verranno, una volta per tutte senza preferenze o tabelle di marcia. Cosa deve cambiare? Beh, la formazione ovviamente. Non tanto negli uomini (si sa, le scelte non sono ampie) ma di certo nella sistemazione degli undici in campo in maniera almeno appropriata alle diverse caratteristiche. Il curriculum di molti tesserati rossoneri non deve ingannare, ma certamente non va trascurato.
Un giocatore, come per esempio Fialdini che nella sua carriera di cose buone ne ha fatte (l’anno scorso portò l’Ancona in B, parliamo di qualche mese fa non ci riferiamo alla preistoria), ora per forza di cose deve essere utilizzato dove meglio può fare la differenza: inutile sacrificarlo ad un lavoro non suo. A questo punto, se non si vuole cambiare, la migliore soluzione è tenerlo in panchina per poi sfruttarlo come si deve nel momento cruciale del match. Stesso discorso anche per La Vista (uno che faceva sfracelli in B tra Ascoli e Bari): va messo in condizione di guardare la porta da una visuale molto più invitante. Inutile disperderlo in mezzo al campo per poi, alla fine, rendersi conto che si è giocato con un uomo in meno. Simonelli, ora più che mai, deve mettere in un angolo le sue idee e aprire in maniera diretta il confronto con i giocatori. Il cambio di modulo, già dalla prossima gara, sarà la medicina giusta per uscire la crisi. Non è assolutamente vero che ci si difende bene in sei, ma a pensarci, a volte, è meglio attaccare con un solo attaccante (Ripa) e dare libertà agli esterni per gli inserimenti e i tagli che alla lunga possono diventare decisivi. Il Sorrento ha abbondanza in attacco e pochissime alternative in difesa: su questo ci siamo, ma modellare la squadra è una soluzione che deve essere provata e nessun dramma se in panchina vanno tre attaccanti. Sarebbe ora di provare il 4-2-3-1, tentando di recuperare Maiorano che, insieme a Nicodemo nella gestione Morgia dello scorso anno, si accollò il peso del centrocampo con risultati convincenti da subito e nel momento decisivo per la salvezza (giocò titolare da febbraio). Ripa solo in avanti sa svolgere bene quel lavoro prezioso di tirarsi fuori e portarsi con se due difensori. Di certo, La Vista e Fialdini (e pure Arcidiacono) andrebbero a nozze e, a fine gara, potranno anche telefonare a casa soddisfatti perché, almeno per una volta, potranno dire di aver giocato nel ruolo giusto.
ROBERTO FIORENTINO
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5 marzo ‘09 |