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Focus
RIGORE E' QUANDO ARBITRO FISCHIA
Il Sorrento non ha mai alzato la voce, battendo ad esempio i pugni sul tavolo o chiedendo maggior rispetto dalle giacchette nere: la dirigenza guidata dai patron Castellano e Gambardella, infatti, predilige la via del silenzio. La statistica, però, stabilisce come le decisioni arbitrali, finora, abbiano un po’ influito sul cammino dei rossoneri guidati da Gianni Simonelli. Il bottino conquistato finora dal Sorrento è di 17 punti ma, scorrendo le tappe della stagione dopo 15 turni, si può indubbiamente dimostrare che qualcosa in più poteva essere raggranellata. Spiccano, così, i 5 rigori subìti dai rossoneri, tutti decisivi e sanzionati nelle varie riprese. Il primo penalty del campionato contro il Sorrento, è fischiato da D’Alesio di Forlì: si tratta della trasferta di Foggia. Ad otto giri di lancette dal termine, sul punteggio di 1-1 e coi costieri in inferiorità numerica per il rosso rifilato al fantasista Fialdini, i satanelli sfruttano il rigore concesso per un tocco di mano di Iorio su cross del terzino dauno Colomba. Salgado, senza paura, calcia forte e timbra il 2-1. Il Sorrento, seppur in dieci, è votato all’attacco alla ricerca disperata del pari, ma di contro ha un secondo penalty per un’entrata scomposta di Minadeo ai danni di Troianiello. A firmare il tris del Foggia, ancora Salgado.
Sullo 0-0, però, pure il Sorrento ha un rigore: La Vista tira angolato, ma Bremec fa il miracolo e neutralizza. All’undicesima, l’infausto derby a porte chiuse con la Juve Stabi a finito 1-2, è deciso proprio dai calci da fermo. Il vantaggio rossonero è di Myrtaj su rigore per un contatto proibito Monticciolo-Agnelli. Ad inizio secondo tempo, un rimbalzo strano del pallone sugli sviluppi di un corner della Juve Stabia, raggiunge il braccio destro di Fialdini. Doveri di Roma non ha dubbi: penalty. Dal dischetto, Biancolino sfrutta l’occasione portando la gara sull’1-1. La settimana dopo, nella trasferta di Gallipoli, il Sorrento perde 3-1. Al 3’ e sullo 0-0, l’arbitro Manna di Isernia prende un abbaglio colossale senza accorgersi che un tiro di Myrtaj, dopo aver scheggiato la traversa, varca per intero la linea di porta. Nel secondo tempo, invece, accade di tutto: in contropiede, Iorio stende Di Gennaro. Rigore, espulsione ed 1-0 per il Gallipoli. L’ultimo episodio è recente e riporta la mente al derby di domenica con la Paganese: l’azzurrostellato Lasagna mette al centro, lo stopper rossonero Minadeo spazza col piede destro ma la palla sbatte sulla sua mano sinistra. Andando contro la direttiva del designatore Aia Pierluigi Collina che stabilisce che se la sfera tocca un braccio dopo un tocco di un’altra parte del corpo non si può parlare di volontarietà, la giacchetta nera Ostinelli di Como concede la massima punizione agli uomini di Capuano. Tisci, quindi, segna l’1-0 decisivo. Da segnalare che la scorsa stagione, in Martina-Sorrento, proprio Ostinelli decretò un rigore molto dubbio ai danni della truppa guidata allora da Massimo Morgia per una fantomatica deviazione di mano di Ferrara su cross dell’esterno offensivo pugliese Ceccarelli.
SALVATORE DARE
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13 dicembre ‘08 |