|

LA CARTOLINA DAL CAMPO ITALIA
Dalle stalle alle stelle
La vittoria di ieri sulla Pistoiese, è da Sorrento. Anzi, per essere più precisi, incarna il Sorrento dell’ultima estate, a cavallo tra quello di Giglio e quell’attuale, con Mario Gambardella sul ponte di comando. Al centro, come da diciotto anni a questa parte, la figura di un socio come Antonino Castellano, uno che non è solo il presidente della squadra che ama, ma ne è principalmente tifoso vero. L’1-0 casalingo rifilato alla truppa di Miggiano, assomiglia ad un istantaneo flashback di tutte le tappe del nuovo corso tecnico societario. Non è un caso, e non lo può essere, che il successo al Campo Italia sia ritornato dopo sei lunghi mesi. Era il marzo scorso, l’avversario la Juve Stabia. E di certo, non è involontaria una coincidenza: proprio alla vigilia di quel derby, trapelarono gli indizi di un furioso restyling societario, partendo dalla costiera per giungere alla Città delle Acque.
Non è un caso, e non lo può essere, che agli albori della querelle che ha stuzzicato attenzioni e, forse, pure qualche ‘rigetto’, si parlasse di un Sorrento da ridimensionare. O addirittura, ad un passo dalla scomparsa. Proprio come due decenni fa, proprio come quando l’attuale patron Castellano entrò in un mondo che, adesso, pare lontanissimo dal voler lasciare. Insomma, dando un occhio al campo, una fase di start della vicenda che pare sposare la prima frazione dura, tosta, come quella della sfida con gli arancioni. Tanto gioco, in attesa di un gol, di una svolta. Tipo la sterzata, firmata a metà tempo da Simonelli, cambiando modulo. Una scelta diversa, come quella sancita in una data intermedia dell’affaire, il 21 maggio (il pas saggio di quote da Giglio a Castellano). Un romanzo più che una vicenda, nato il 29 aprile (dove in conferenza stampa Giglio e Castellano annunciarono tutto e niente) e morto il 1 agosto (l’ingresso di Gambardella). Il ritorno di una società forte, impreziosita dal prestigio di una vicepresidenza alla Msc di Aponte con il dottor Ronzi, ha accentuato come il corso delle cose, per assurdo, abbia poi giovato al Sorrento. Variati, come quelli dirigenzia li, anche i vertici tecnici con Simonelli in panca e Pagni dietro la scrivania. E le carte in tavola, ancora una volta, sono dovute cambiare. Eh sì: l’affiancamento di Gambardella a Castellano ha fatto mutare i piani, partiti con un gruppo giovane, composto per buona parte da gente di spessore (vedi De Martis, Giampaolo, Lo Monaco e Biancone affiancati ai ‘reduci’ della passata stagione) ma privo di elementi storici andati altrove e che, finora, tutto stanno facendo tranne che scintillare. Il ‘via libera’ ad innalzare le mire è stato salutare, così come per La Vista, che col sinistro ha puntato in alto, trafiggendo Mareggini sotto l’incrocio. Un proposito, quello di primeggiare, in un certo senso perseguito a fine mercato e pagato fisiologicamente poco dopo. La rivoluzione, per certi versi necessaria, ha elargito l’ecatombe di Trieste (Ripa si rompe il radio) ed i due stop (Lanciano ed Arezzo) d’inizio campionato. Niente, o poco, ha tuttavia scalfito la pace che regna ora in costiera. Né l’esilio forzato sul neutro di Pagani, con annessa debacle con l’Arezzo, né il ritorno dopo un mese al Campo Italia col colpo di coda alla classifica con sette punti in tre gare, hanno fatto oscillare, verso alcuna direzione, l’ago della bilancia dell’umore del popolo rossonero. Un sentiment diffuso, che di base è ben più elevato rispetto ad un anno fa. Vuoi per aver scampato a testa alta il rischio di ‘morire’, vuoi per esser dotati di un gruppo indiscutibilmente più forte degli anni precedenti, Sorrento ed il Sorrento pensano quasi in grande. Sempre e comunque. L’imperativo, lanciato dai protagonisti del campo, è però di non esaltarsi. Per gente che ha saputo ingoiare tanti bocconi amari, ed in silenzio, la ‘richiesta’ non la si dovrebbe neppure porre.
SALVATORE DARE
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
29 settembre ‘08 |