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Focus
LA CARTOLINA DAL CAMPO ITALIA...
CAMPIONI DEL CUORE E FESTA SARA'
Ess ere dei romantici e vedere il calcio nella sua essenza più pura alla fine ti lascia sempre dentro sensazioni importanti che ti rimangono nel tempo. La “tribunetta” stampa del Campo Italia è sold out e conviene accomodarsi fuori per godersi meglio lo spettacolo, anche perché l’ultimo giorno d’estate regala un clima gradevole. Tra sorrisi che valgono più di tante parole, quelli degli amici-colleghi di sempre che quando la Ternana passa stringono la penna tra le mani quasi a spezzarla dal nervosismo, ecco arrivare l’ex azzurro Signori che prova a trovare posto o forse si aspettava un posto riservato come gli capita in giro per l’Italia.
Nulla d i tutto questo, ma in fondo riceve una grande accoglienza e poi sorride ai molti complimenti che gli spettatori in tribuna gli riservano. Si guarda intorno il Signori nazionale. In giacca e cravatta fa meno paura di quanto si posizionava sul dischetto e da fermo calciava rigori per la maggior parte della volte imparabili. Gli chiedono quale giocatore gli somigli di più, lui abbassa gli occhiali e dice il calcio sta cambiando e che è vero che lui correva come un matto, ma oggi Lavezzi, Giovinco, ad esempio, sono impressionanti e fanno divertire. La partita prende inizio e la concentrazione è tutta per il campo e non c’è tempo per le chiacchiere. Parte male il Sorrento e il parziale è da quelli che se ragionato solo un attimo ti spezza le gambe e ti fa mettere le mani nei capelli lasciandoti poche speranze. Mi arrabbio, si arrabbiano in molti, vuoi perché l’arbitro Paparazzo è un… Pazzo in libera uscita e ferma ripetutamente le azioni del Sorrento con un fischio tipico di un vigile urbano di turno ad un incrocio nell’ora di punta, vuoi perché la difesa non sostiene la manovra… E il solo Lo Monaco che dietro la maglietta ha il numero 5, alla fine finisce per essere il regista della squadra (chissà se dalla prossima Simonelli non gli ass egni il 10 d’autorità). Cerco uno sguardo rassicurante, mi volto e noto a due passi il presidente rossonero Gambardella. Io vedo lui, lui non vede me: ovviamente il suo sguardo segue il pallone come un radar d’ultima generazione. Espressioni, solo espressioni emana il suo viso, di parole poche, anche la moglie al suo fianco non penserebbe mai di disturbarlo e io dal suo ottimismo silenzioso e sincero, riacquisto speranza e non a caso il Sorrento accorcia grazie ad una furbata di quel ragazzino di nome Agnelli che piccolo com’è ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle. Il cronometro intanto scorre e manca poco alla fine, ma ecco che viene il bello. Il presidente Gambardella sorride, io capisco che qualcosa sta per arrivare e quando si gonfia la rete mi ritrovo al secondo gradino con i fogli degli appunti volati al vento in segno di festa. La partita finisce, mi volto per l’ultima volta per dire grazie al presidente, ma lui ha già lasciato la tribuna, ma in campo il socio Castellano dà il cinque a tutti i giocatori dopo una prestazione da leoni. Tutto bene quello che finisce bene, bello così ma anche la fortuna di avere due grandi presidenti non è mica cosa da poco. Che venga la prossima, giochiamo ancora in casa: bene così.
ROBERTO FIORENTINO
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22 settembre ‘08 |