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LA CARTOLINA DAL CAMPO ITALIA

Sì al professore unico, almeno nel calcio

La vittoria contro la Cavese non è assolutamente caduta dal cielo, chiariamo questo in partenza e andiamo già d’accordo. Il Campo Italia visto così, con gli spalti gremiti e le hostess che passeggiavano vassoi alla mano per la tribuna offrendo panini e stuzzichini, ha davvero fatto una bella impressione nascondendo persino i difetti che oramai tutti conosciamo. Che bella la tifoseria della Cavese. Numerosi, chiassosi ma senza essere volgari, sostanzialmente corretti e alla fine persino commoventi. Quando con un coro massiccio hanno ricordato il compianto Catello Mari con la squadra inginocchiata, mi ha distolto un attimo dalla realtà; veramente profondo e sentito il messaggio da parte di una tifoseria che ha invitato i propri beniamini a rialzarsi e a guardare avanti perché il campionato continua. Applausi anche alla curva rossonera, non conta se erano forse pochi, non è mica una colpa da attribuire a loro, seppure quando intonavano i cori sembravamo partire da piazza Tasso, loro hanno dato il massimo, cosa che invece non hanno fatto i soliti della tribuna centrale a tratti sonnolenti che solo alla fine si sono concessi qualche applauso. Va detto che quando ce da criticare i soliti quattro o cinque sanno come farsi sentire a voce alta infastidendo non poco. Imparassero ad andare allo stadio prima per incitare e poi forse alla fine per giudicare. Cose da pazzi.

Ma il campo cosa ha detto? Chi è il protagonista della domenica? Forse Agnelli, oppure De Martis o Minadeo, baluardi insuperabili quest’oggi… Loro hanno contributo eccome, ma questa domenica è stato il giorno del “professore”, del mister Gianni Simonelli, leader, stratega e punto di riferimento di questa squadra. Dopo la sconfitta di Foggia, non ha fatto drammi nonostante i tanti errori commessi. Ha lasciato Lo Monaco in panchina con Iorio scivolato in tribuna (non per caso) lasciando la maglia di titolare ad un concentratissimo Minadeo. Prima delle tante mosse azzeccate. Alla mezzora del primo tempo come in un giochetto della play station, preme il tasto giusto ed ecco il Sorrento con il 3-5-2. Nulla di improvvisato, tutt’altro. Movimenti sincronizzati, Vanin più libero con licenza di offendere, centrocampisti che hanno ripreso in mano il gioco e pian piano così si è costruito la vittoria. Anche La Vista entra in partita dopo i primi minuti non proprio brillanti. Spostato al centro è stato sempre nel vivo dell’azione sfiorando più volta la realizzazione. Poi il gol, il solito, quello brevettato, simile a quello di Perugia, con Agnelli che si nasconde in area piccoletto com’è sorprende tutti con una spizzata di testa imprendibile. Qui si sfalda la Cavese, seppure il palo di Sorrentino gridi ancora vendetta, ma al fischio finale Simonelli batte Camplone che di par suo aveva imposto ai suoi una partenza forte per provare a sbloccare nei primi minuti il risultato (coscienzioso che alla fine la squadra avrebbe accusato un calo fisico non essendo abituati al sintetico). Troppo semplice così, lo conferma Simonelli a fine gara. Per vincere difficilmente basta una sola mossa. Lui sa come si fa ma difficilmente ci svelerà il segreto. Ci sorride ma la valigetta che tiene stretta regolarmente a fine gara nella mano destra resta chiusa. La magia dei tre punti comunque quella può bastare. Avanti Sorrento.

ROBERTO FIORENTINO

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27 ottobre ‘08

 

 
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