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LA FIGURACCIA DI GIANNINI
SORRENTO Incazzato nero. Giuseppe Giannini mette da parte l’aplomb da “Principe” e fa una magra figura nel post-partita della trasferta di Sorrento. Esce dagli spogliatoi scuro in volto, con in mano il giubbotto della tuta. Mentre il collega Simonelli s’intrattiene coi cronisti, l’allenatore del Gallipoli “dribbla” volutamente i taccuini e le telecamere, proprio come quando ai vecchi tempi si liberava degli avversari. Ma allora, era un calcio diverso. L’1-0 firmato da Ripa su rigore non gli va giù. Giannini cammina rapidamente sul rettangolo di gioco, avviandosi verso il bus sociale accompagnato da un dirigente. Sbraita. Viene inseguito da addetti ai lavori e da qualche giornalista. Insomma, tutti a ricordagli che deve andare in sala stampa. Giannini si rivolge irritato agli interlocutori, non ne vuole sapere niente, gesticola e si becca pure qualche stilettata dalle tribune dai tifosi rossoneri (la frase più in voga è “Ricordati che hai indossato la maglia della Nazionale”). Di tornare indietro e raggiungere il resto dei cronisti rimasti in sala stampa non se ne parla nemmeno.
Giannini, almeno, uno sforzo lo fa. Concede qualche battuta a chi ha avuto il “m erito” di rincorrerlo per il campo. “Non voglio parlare perché se lo faccio mi becco una maxi-squalifica” tenta di giustificarsi. Giusto il tempo di sbugiardarsi ed ecco che parte la reprimenda rivolta all’arbitro Vivenzi di Brescia. “Sono arrabbiatissimo per questa sconfitta – dice -. Non mi è piaciuto niente, a partire da quel rigore. Non voglio dire nient’altro. Chi ha visto la partita può giudicare l’operato del direttore di gara. Ora basta, non voglio parlare più”. Giannini, però, ha la memoria corta. Proprio all’andata con il Sorrento, il Gallipoli sbloccò il risultato nella ripresa, finendo poi sul 3-1. Come? Con un rigore scaturito da un fallo identico a quello commesso ieri da Cangi su Maiorano (all’andata, penalty assegnato per spinta di Iorio su Di Gennaro). Un fallo identico pure nella sanzione: il cartellino rosso. Per non parlare del gol non assegnato a Myrtaj con la palla all’interno della porta di almeno mezzo metro (foto L. Esposito). Simonelli, invece che fuggirsene, allora andò in sala stampa. Ecco la differenza.
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