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Capitan Nicodemo e il calore dei tifosi: "Una spinta in più per compiere l'impresa"
“Tifosi eccezionali – continua ancora Nicodemo -. E’ questo l’atteggiamento che deve accompagnarci per tutta la settimana. Domenica ci attende una partita fondamentale, storica, che non possiamo assolutamente fallire. Ma con questi tifosi, tutto è possibile. Al Bentegodi, a partita finita e col 2-0 sulle spalle, li ho visti cantare come se nulla fosse accaduto, quasi a volerci rincuorare per la beffa. Sì, perché a Verona è stata una beffa. E non solo per quel rigore inesistente…”. Gira e rigira, il pensiero va sempre lì. A quel presunto tocco di mani di Di Nunzio che l’arbitro, Mariani di Aprilia, ha deciso di sanzionare col rigore. Che poi Ferrari ha capitalizzato chiudendo la storia sul 2-0. Nicodemo poche volte lo si è visto così “invasato” come domenica, mentre protestava con la giacchetta nera. “Ero arrabbiato e stupito – racconta il centrocampista rossonero -. Non potevo credere ai miei occhi. L’arbitro non so cosa abbia visto. Comunque, è acqua passata. Basta parlarne, abbiamo altro a cui pensare”. C’è una partita da vincere. C’è una sfida da superare. C’è un Verona da battere con due gol di scarto per raggiungere la finale playoff. “Al campo Italia – sottolinea Nicodemo – può succedere davvero di tutto. Non è un mistero: è il nostro punto di forza. Cercheremo di imporci ancora una volta, contro un avversario di qualità come il Verona. Che è vero che ha dalla sua parte la vittoria dell’andata, ma avrà dinanzi un Sorrento arrabbiato, umile e consapevole della propria forza. Viste le necessità partiremo forte, pigiando sull’acceleratore. Senza però scadere in frenesia o ansia. Ci sono 90 e più minuti da vivere tutti d’un fiato. Importante – conclude Nicodemo – sarà anche l’apporto del pubblico. Giochiamo in casa nostra: la squadra darà tutta se stessa in campo, sugli spalti dovrà fare il suo pure la nostra gente. Su questo, sia chiaro, sono tranquillo. La dimostrazione d’affetto di martedì è stata bellissima. E ci ha permesso in fretta di smaltire l’amarezza per il ko del Bentegodi”. Parola di capitano. Fonte Metropolis quotidiano |
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In tanti anni di Sorrento, Attilio Nicodemo non ha mai visto 200 tifosi in festa cantare in curva il martedì pomeriggio alla ripresa degli allenamenti. E, soprattutto, non li ha mai visti così gasati dopo una domenica andata male, malissimo. Insomma, c’è sempre una prima volta. “E’ stata un’emozione forte, sincera, spontanea. Vederli così entusiasti, decisi, ci dà una spinta in più per ribaltare le cose, battere il Verona e conquistare la finalissima per la B” si lascia andare il capitano. Che martedì ha guidato la squadra sotto la Nord per applaudire i tifosi e ricevere l’incitamento di una curva che - giorno dopo giorno - crede sempre più all’impresa.




