|
Sorrento umiliato e contestato a Vercelli (4-0) 29’ pt, 10’ st Malatesta, 45’ pt Iemmello, 4’ st Germano
PRO VERCELLI (4-3-1-2): Valentini; Bencivenga (41’ st Pigoni), Ranellucci, Modolo, Murante; Germano, Calvi, Espinal; Fabiano; Malatesta (32’ st Tonani), Iemmello (24’ st Tripoli). A disp.: Miranda, Gazo, Nocciola, Santoni. All.: Braghin. SORRENTO (4-2-3-1): Rossi; Vanin, Romeo, Di Nunzio, Sabato; Camillucci, Armellino (38’ st Niang); Corsetti (20’ st Greco), Carlini, Basso (1’ st Scappini); Ginestra. A disp.: Chiodini, Terra, Bonomi, Galabinov. All.: Sarri. ARBITRO: Pasqua di Tivoli (Albani/Iorizzo). AMMONITI: Sabato (S), Corsetti (S), Iemmello (P). NOTE: Spettatori 1500 di cui 50 da Sorrento. Angoli 4-2. Recupero 1’ pt; 2’ st. Fonte Metropolis quotidiano - DA VERCELLI Un’autentica umiliazione. Una domenica inquietante, da bollino rosso. Quattro coltellate letali che mandano al tappeto il Sorrento, sbeffeggiato dall’ardore dei giovani della Pro Vercelli e contestato apertamente dai tifosi, in subbuglio dopo una caduta impensabile, assurda, che non ha scuse. Certo, non era semplice e si sapeva. Ma sbarcare a Vercelli e venire a mancare così, senza neppure un filo di reazione, fa salire tanti dubbi. Qual è il vero problema del Sorrento? “Mentalmente non ci siamo stati, chiediamo scusa al presidente Gambardella ed ai tifosi” sottolinea amareggiato in sala stampa Maurizio Sarri, ora finito sul banco degli imputati. E pensare che, per evitare sorprese, l’allenatore aveva deciso di confermare l’assetto varato sette giorni prima al campo Italia, nella riscossa con la Tritium. Stavolta però il Sorrento fa acqua, “affoga” nelle risaie di Vercelli, irrita, rimane impacciato fin da subito. E concede chilometri incredibili in contropiede. A far la differenza è la voglia matta della Pro Vercelli, squadra sempre viva, che corre, lotta, ricca di rabbia. Il Sorrento, invece, entra in campo molle, sbaglia l’approccio e non ha profondità. Iemmello e Malatesta sono due martelli pneumatici per la difesa rossonera. Attaccano i corridoi che è un piacere, spazi aperti dalla mancanza di filtro a centrocampo, lì dove Fabiano fa il bello e cattivo tempo spezzando la schiena al Sorrento e dando qualità alla manovra della Pro Vercelli. Si soffre, si annaspa, si affonda. Il Sorrento abbassa la testa, Camillucci ed Armellino non tengono il passo e si lancia lungo per Ginestra, eremita col volto tirato in un pomeriggio da dimenticare. E’ Basso a provare a dare qualcosa di nuovo tra le linee, ci riesce a sprazzi e prende anche una botta al naso, che presto lo spedisce ko. La Pro Vercelli spadroneggia in lungo e largo, eppure è solo con un po’ di fortuna che va al gol. Punizione al limite di Iemmello, deviazione della barriera e Malatesta che punisce il Sorrento a tu per tu con Rossi. L’1-0 spacca la partita in due, come una mela. Il Sorrento reclama un rigore, netto, con Corsetti steso da Murante. Proteste anche in tribuna, la Pro Vercelli ringrazia e prosegue a sfondare sulle corsie. Soprattutto sul lato di Sabato, in cronico ritardo su Germano. Il Sorrento non reagisce, né ha la forza di tentarci. La palla scotta, le gambe sono pesanti e la testa è probabilmente altrove. Così, ripartenza a cento all’ora con Iemmello abile a superare Vanin in velocità e bucare Rossi sul secondo palo. E’ il segnale della resa, della disfatta. Sarri, sia chiaro, si dà da fare, toglie Basso per Scappini, piazza un punto di riferimento in avanti accanto a Ginestra ma viene immediatamente tramortito in apertura di ripresa dalla zampata di Germano, furbo a tagliare fuori Sabato negli ultimi sedici metri. Poi il poker di Malatesta, che ha tutto il tempo di fare i suoi comodi in contropiede e siglare la doppietta. E’ un calvario che il Sorrento non scala, c’è rassegnazione e nel settore ospiti monta la contestazione. I 50 tifosi arrivati dalla costiera ne hanno per tutti, se la prendono prima con Sarri e poi con la squadra. Un finale al veleno, con l’allenatore che invita alla calma la curva rossonera inviando capitan Vanin a chiedere “perdono” per la figuraccia del Piola. C’è anche Niang, mentre gli altri se la filano via negli spogliatoi. Polemiche su Corsetti, “reo” di aver lanciato uno sguardo “sprezzante” agli ultras, condito da uno sputo per terra. Ma è Sarri a catalizzare le attenzioni dei tifosi. L’allenatore è chiaro: “Abbiamo fatto male e non dobbiamo cercare alibi. Non c’è stata cattiveria. Si vince e si perde, ma con un altro atteggiamento. Spero che quel che è avvenuto ci serva da lezione”. Stamattina, anche della posizione di Sarri, se ne parlerà a Pagani, negli uffici dell’azienda di famiglia del presidente Mario Gambardella. “Allenatore in discussione? Non è stata presa nessuna decisione – dice il ds Avallone, ieri presente a Vercelli -. Dobbiamo fare tesoro degli errori commessi e pensare già al Pisa”. SALVATORE DARE |
| < Prec. | Pros. > |
|---|










