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La duttilità di Ruotolo è l'arma in più
IL 4-4-1-1. Preso il posto dell’esonerato Maurizio Sarri, fin dal suo primo giorno, Gennaro Ruotolo ha cominciato ad insistere sul 4-4-1-1. Un modulo che l’allenatore aveva già utilizzato con successo a Livorno, anni fa in B, conquistando la promozione in serie A nei playoff. Proprio col 4-4-1-1 Ruotolo debuttò sulla panchina del Sorrento, contro il Pisa. Un 1-1 dal retrogusto amaro, amarissimo. Perché coinciso con una prestazione di qualità finita però in pareggio, per colpa dell’arbitro Pairetto, figlio d’arte, capace di annullare il gol del raddoppio a Ginestra ed assegnare un rigore, molto dubbio, al Pisa. 4-4-1-1 riproposto anche la domenica successiva, al rientro dalle feste di Natale, contro il Monza, con Ginestra unica punta e Carlini, un po’ più dietro, a fare da suggeritore. IL 3-5-2. Discorso differente, invece, a Pavia. Lì dove Ruotolo, a sorpresa, decise di avanzare Vanin e Bonomi come esterni di centrocampo, passando alla difesa a tre, rinforzata da Romeo accanto ai centrali. Un vestito calzato a pennello al Sorrento, uscito coi tre punti da Pavia grazie ai guizzi di Carlini e Scappini, con brani di 5-3-2 e poi tornato al 4-4-1-1 nella vittoria, al campo Italia, col Como. IL 3-4-3. Ruotolo fa della duttilità la sua arma migliore, che spesso riesce a sparigliare le carte e rendere il Sorrento imprevedibile. Basti pensare alla trasferta di Taranto. L’allenatore optò addirittura per il 3-4-3, provato in settimana a tratti. Così come a Pavia, dentro Romeo, fuori un esterno d’attacco (Croce) e corsie affidate ai terzini, Vanin e Bonomi, risultati fra i migliori di una notte da censura, col gol – irregolare – di Di Bari giunto ad una manciata di secondi dalla fine. IL 4-4-2. Variazione sul tema del 4-4-1-1 è il 4-4-2 visto, in alcune fasi di gara, domenica contro l’Avellino, con Ginestra quasi in linea con Scappini, titolare per sostituire lo squalificato Carlini. IL 4-3-3. Nel derby, complice l’ingresso di Beati, in mediana si è quindi passati a tre, con Camillucci e Zanetti a completare il centrocampo. Un 4-3-3 coperto, pronto a far male sulle ripartenze e a diventare 4-5-1 in fase di non possesso. Che può essere la via giusta per la sfida con la Reggiana. Neve permettendo. |
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“I moduli? Importanti, ma non fondamentali”. Una risposta secca, solita, quella di Gennaro Ruotolo. Che comunque, sulla tattica, sta svolgendo un gran lavoro, ottenendo risvolti importanti. Il suo Sorrento, nel giro di un mese e mezzo, è riuscito a diventare camaleontico, interpreta al meglio qualsiasi tipo d’assetto. E soprattutto lo fa senza pagare dazio. La squadra gioca più sciolta, vince e convince. Ed è lanciata, con entusiasmo, verso l’alto. Una rivoluzione silenziosa, paziente. Che ha portato il Sorrento a scendere in campo con moduli disparati, svariando in lungo e largo, anche a seconda del tipo di partita da affrontare.




