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Il Carpi s'illude, poi c'è la remuntada rossonera 45’ pt Kabine (C), 22’ st Ginestra (S), 27’ st Scappini (S)
SORRENTO (4-2-3-1): Rossi; Vanin, Terra, Di Nunzio, Bonomi (12’ st Sabato); Camillucci, Armellino; Bondi, Ginestra, Croce (21’ st Carlini); Scappini (29’ st Galabinov). A disp.: Chiodini, Romeo, Tognozzi, Basso. All. Sarri CARPI (4-4-2): Bastianoni; Laurini (23’ st Poli), Bova, De Paola, Lo Russo; Concas, Memushaj, Perini, Pasciuti (29’ st Perrulli); Cesca, Kabine (29’ st Potenza). A disp.: Mandrelli, Marchi, Sogus, Di Gaudio. All. Notaristefano ARBITRO: Castrignanò di Roma (Bottegoni/Mariani) AMMONITI: Kabine (C), De Paola (C), Sabato (S) NOTE: Spettatori 800 (paganti 383, abbonati 286). Angoli 7-4. Recupero 1’ pt, 4’ st FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO Pareva una giornata “no” e dal finale già scritto. Col giovane Carpi lest Prima l’infilata di Vanin, superlativo a trovare col contagiri la torsione in area di rigore di Ginestra, velenoso come un cobra quando morde alla giugulare il Carpi per l’1-1. Quindi la fuga per la vittoria di Carlini che, sempre sulla destra, manda in tilt il malcapitato Lo Russo e centra per Scappini, freddo e letale a firmare il “put” del sorpasso sotto la curva Nord, anticipando De Paola. Rimonta compiuta per un Sorrento che può dimenticare gli impacci di un primo tempo giocato sottotono, quasi senza voglia, poco cattivo e privo di quello spirito battagliero che serve per vincere le grandi battaglie. Il 2-1 è la svolta, dà carica alla squadra che rischierebbe pure di dilagare in un finale divertente, spassoso, frizzante. Eppure un po’ la malasorte (ennesimo palo, il decimo in 4 partite, stavolta lo colpisce Galabinov, subentrato a Scappini) e l’immancabile pizzico di imprecisione rimangono la contesa aperta a qualsiasi tipo di colpo di scena, fino in fondo. Ma il Carpi, provato per un’ora da grande, stenta a salire col baricentro, perde fiato, non impensierisce più di tanto la porta di Rossi tant’è che il portiere rossonero – in pieno recupero – già si mett Stavolta opta per il vigile urbano. Che con tanto di paletta prima “ferma” i compagni facendo finta di controllare i documenti, poi dà il via libera all’esultanza proprio mentre lo speaker dello stadio annuncia il pareggio in extremis del Pavia sul campo della Ternana capolista. Un segnale importante, risolutivo, che il Sorrento riesce a cogliere al meglio superando con affanno un osso duro come il Carpi, spigliato e sbarazzino in un primo tempo da incubo per Sarri. Sono 45 minuti di problemi evidenti, dolori di pancia e forti malumori, anche in tribuna. Il Sorrento si limita al compitino, gigioneggia, non mostra l’atteggiamento mentale giusto, giochicchia. Scappini e Ginestra non vedono un pallone ed il Carpi a centrocampo domina. Memushaj e Perini sono due baluardi insuperabili, recuperano sempre su Camillucci ed Armellino impossibilitati a fornire ossigeno al Sorrento e, dunque, a ripartire. Pasciuti, Cesca e Bova sfiorano il gol che sul fronte opposto per un soffio non timbra Ginestra, scaltro a girare verso la porta un cross di Vanin. Poi l’1-0 di Kabine, incredibilmente lasciato solo di fuggire in contropiede su un rilancio del portiere Bastianoni. E’ la doccia fredda prima dell’intervallo in cui Sarri esige una reazione e la ottiene con le sostituzioni. Il nuovo vestito calza a pennello al Sorrento che ritrova immediatamente accelerazioni, giocate di prima ed occasioni a grappoli. Carlini spacca in due il Carpi e diventa il vero mattatore della giornata. Avanti 2-1 il Sorrento cerca di seguire le direttive di Sarri, ovvero non fermarsi mai e tentare di “ammazzare” la partita, per chiuderla con cinismo. Non ci riesce, ma conta poco. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. |
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o a menare le danze in lungo e largo ed in vantaggio con Kabine ad una manciata di secondi dall’intervallo, su uno svarione clamoroso della retroguardia. Sorrento a soffrire le pene dell’inferno, incapace ad alzare i ritmi e trovare il bandolo della matassa negli ultimi venti metri. Poi ci pensa Sarri dalla panchina a cambiare la carte in tavola. Che ordina alla truppa di pigiare più determinata sul gas e cambia volto al Sorrento in un paio di mosse, tutte azzeccate. Toglie Bonomi per Sabato che sulla sinistra finalmente mette la museruola a Concas, fino a quel momento l’uomo in più del Carpi. E poi inserisce nel motore rossonero Carlini (esce Croce), una spina nel fianco costante che permette al Sorrento di sfogare la manovra sulle corsie. Lì dove il Carpi concede qualcosa e perde lucidità, andando al tappeto.




