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Il presidente Gambardella è fiducioso: "Niente barricate, a Verona per giocarcela"
Così parlò il presidente Gambardella. Che non vede l’ora di giocare i playoff perché, in fondo, sa che il suo Sorrento può tramutare da fantasia a realtà la promozione in serie B: “Per noi è un sogno vero e proprio – dice il patron -. Sorrento è una piazza piccola, genuina, che con una squadra così bella da vedere ed una dirigenza accorta al bilancio può davvero fare lo scherzetto alle grandi. Sì, sono convinto che abbiamo buone possibilità seppur ci siano da affrontare club del calibro di Verona, Salernitana ed Alessandria, che hanno una sorta di obbligo morale a dover conquistare la serie B. Il campionato ha detto che siamo arrivati secondi, ma i playoff sono un’altra storia. Mi auguro che faremo bene: ho fiducia”. E’ un fiume in piena di entusiasmo e speranze. Gambardella, più che un presidente, a tratti sembra un tifoso della curva: “In effetti è così – scherza -. Si possono fare tanti discorsi, si può dire che domenica troveremo 30mila spettatori o giù di lì, ma questo Sorrento ha gli attributi per tenere con carattere il campo e mettere in difficoltà il Verona. La nostra è una squadra esperta, che sa gestire emozioni e vigilie importanti. Che così come le avversarie, ha il 25 per cento di chance di vincere i playoff”. Percentuali che restano in media, anche se Paulinho non c’è. “Sono convinto che il Sorrento è altrettanto competitivo – dice Gambardella -. In attacco abbiamo giocatori di primo piano. In primis Bonvissuto, che ha appena recuperato e lo vedo bene: sarà utile. E poi c’è Pignalosa, un ragazzo esemplare, un grande professionista, sempre decisivo. Potrebbe essere lui l’uomo del destino”. Profezia o speranza? “Vedremo”. Fonte Metropolis quotidiano |
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Con Gianni Simonelli, Mario Gambardella ha un feeling abbastanza particolare. Non è il “solito” rapporto tra presidente ed allenatore: su questo non ci piove. Fra i due, innanzitutto, c’è stima, umana e tecnica. Anzi, chiamiamola amicizia. Che oggi, alla vigilia della semifinale col Verona, risalta fuori salda, più vera che mai. Sul tavolo stavolta c’è l’atteggiamento che il Sorrento “dovrà” avere al Bentegodi, nell’atto primo della semifinale playoff. “Con Gianni (Simonelli, ndr) ne abbiamo discusso proprio l’altro giorno. Andare lì, a Verona, ad alzare le barricate significherebbe solo farsi del male. Su questo siamo d’accordo. Perché? Il Sorrento è una squadra nata per attaccare. E che non può stravolgere la propria inclinazione. Bisogna giocarsela a viso aperto, con attenzione”.




