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Il prof fra Dante, il Gubbio e il sogno della B: "Non ci piegheremo mai, neanche al destino"
Nel caso di Simonelli quel qualcuno è il fato. Che più volte ha ostacolato il cammino del Sorrento e, solo pochi giorni fa, ha messo ko Paulinho (frattura scomposta all’omero). Il professore attinge a piene mani dagli studi filosofici. “Immaginando un destino eventualmente già scritto nei confronti del quale l’umana gente è impotente, non ci resta altro che dare tutto fino in fondo, con la segreta e malcelata speranza che lo stesso ci arrida”. Insomma, se da una parte c’è l’orgoglio di aver battuto il Gubbio, dall’altra emerge il rimpianto sulle poche chance di soffiare il primato alla capolista. Un traguardo che il Sorrento ha cullato a lungo. E che in fondo meriterebbe. “E’ dura accettare la realtà anche se ci si sforza razionalmente a farlo. Il cuore, purtroppo, sanguina. Sono sincero – dice il tecnico -: l’altro giorno, mentre facevo una corsa, non smettevo di imprecare. Con un pizzico di fortuna in più, al posto del Gubbio ci saremmo noi. Sia chiaro, i risultati del campo sono giusti. Credo però che la differenza l’abbia fatta anche la sorte. La fortuna non è fondamentale nel calcio, seppur spesso riesce a cambiare il corso delle cose. Ora però si deve trasformare il rammarico in rabbia. E affrontare la trasferta con lo Spezia al meglio. E’ una gara che presenta due pericoli: il primo è nella forza dell’avversario, il secondo è nella necessità di dover mettere da parte le emozioni vissute col Gubbio e recuperare dall’ultima partita”. Qui Simonelli è sereno: “Sono certo che gli straordinari ragazzi che alleno ce la faranno e daranno l’anima. Il Sorrento non si è piegato. E mai lo farà”. Intanto ieri, a Pagani, incontro di un’ora fra il patron Gambardella e Paulinho. Visita di cortesia o si è parlato di futuro? Chissà. Fonte Metropolis quotidiano |
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“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”. Non è la prima volta che Gianni Simonelli si snoda in richiami letterari. Solo sette giorni fa, verso la sfida col Gubbio, optò per Amleto e Shakespeare. “Essere grandi non è agitarsi senza grandi argomenti: è battersi da prodi anche per una pagliuzza, se l’onore è in gioco” disse. Oggi invece Simonelli riprende Dante e la Divina Commedia: non perché voglia mettere in mostra la sua laurea in lettere classiche, ma lo fa per riflettere sul destino che fa strada al Sorrento nella rincorsa al sogno della B. “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”. Così Virgilio, guida di Dante nel viaggio nell’aldilà, placò le proteste degli spiriti infernali al passaggio dei due visitatori. “Questa è la volontà di chi detiene il potere, non chiedere altro” recita la versione in prosa. Un’espressione che indica l’ordine di qualcuno che non può essere messo in discussione. E contro cui ogni lamentela è inutile.




