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Di Nunzio: "Voglio arrivare in alto col Sorrento"
“Lavoro ogni giorno con impegno e passione – sottolinea Di Nunzio -. La concorrenza è serrata ed un è un bene per una squadra che punta in alto come il Sorrento. Ho voglia di crescere, maturare e meritarmi sempre e comunque la fiducia dell’ambiente con cui, si sa, ho un feeling particolare. Qui sto da dio”. Lui, Di Nunzio, ci sta riuscendo senza strafare. Insuperabile nel gioco aereo, perfetto in anticipo, ora pare anche sfoderare più personalità. Come quella messa in campo dalla squadra domenica, nella sfida con la Tritium. Una vittoria di platino che ha riportato il Sorrento in piena lotta per i playoff. “Era stata una settimana un po’ così – dice Di Nunzio riferendosi alle contestazioni espresse dai tifosi -. Ognuno di noi coltivava dentro sé il desiderio di tornare al successo. Affrontavamo una Tritium in forma, reduce da quattro vittorie in trasferta. Insomma, non era per niente facile. Ma con l’atteggiamento mentale giusto, arrabbiati, siamo stati capaci di portare a casa tre punti pesanti, per il morale e anche per la classifica”. Ora però serve un’altra prestazione di carattere. Perché domenica il Sorrento va a Vercelli contro una diretta concorrente per i playoff. “Stiamo lavorando con la giusta intensità, con entusiasmo, perché siamo consapevoli che saremo chiamati a dare il massimo per ottenere la vittoria”. |
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Fonte resport.it Un anno fa “seguiva” le partite dalla panchina perché, nel cuore della difesa, gli veniva spesso preferito Lo Monaco, poi andato via senza rimpianti verso Trapani. Amarezze ed esclusioni, l’addio ai sogni di gloria nei playoff col Verona ed un’annata tutt’altro che da ricordare. Poi la svolta con l’arrivo di Maurizio Sarri e la conferma voluta da patron Mario Gambardella. Due certezze che hanno coinciso con l’esplosione che tutti attendevano. “Io guardo avanti, contento di quel che sto facendo e con l’ambizione di tagliare traguardi ambiziosi con la maglia del Sorrento”. Sì, Francesco Di Nunzio è diventato un leader. Silenzioso, riservato, ma fondamentale. Tant’è che Sarri non ha esitato un istante a lanciarlo titolare, a dispetto di elementi esperti del calibro di Terra e Nocentini.




