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Taranto sprecone, Sorrento in controllo: altro x SORRENTO (4-2-3-1): Rossi; Vanin, Romeo, Di Nunzio, Bonomi; Tognozzi (31’ st Armellino), Camillucci; Corsetti, Carlini (9’ st Scappini), Bondi; Ginestra (29’ st Galabinov). A disp.: Chiodini, Terra, Sabato, Niang. All.: Sarri TARANTO (3-4-3): Bremec; Sosa, Di Bari, Prosperi; Garufo, Giorgino, Sciaudone (21’ st Di Deo), Rizzi; Chiaretti, Girardi (44’ st Guazzo), Rantier (28’ st Russo). A disp.: Faraon, Cutrupi, Vicedomini, Antonazzo. All.: Dionigi ARBITRO: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto (Tudisco/Santoro) AMMONITI: Sosa (T), Rizzi (T), Di Deo (T), Camillucci (S), Di Nunzio (S) NOTE: Spettatori 1200 (abbonati 286, paganti 655). Angoli 4-5. Recupero 3’ pt; 4’ st 26 settembre – FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO Non brilla come dovrebbe, ferma il Taranto e racimola un altro pari al campo Italia. Il Sorrento va ad ondate, non punge, né scintilla. Eppure può sorridere a denti stretti. E’ vero, Ginestra grazia Bremec e si divora un gol che pareva già fatto. Ma un attimo dopo Rantier, dal dischetto, manda alle ortiche il rigore che avrebbe potuto spedire il Taranto in orbita. Palla fuori con Rossi spiazzato e Sorrento baciato dalla dea bendata. Pari comunque giusto, figlio di una domenic Il Sorrento, rispetto a quello di Como, è più cattivo. Ma la manovra, per un’ora, è inceppata. Solo quando il Taranto cala e sulla trequarti inizia ad accendersi il genio di Bondi c’è l’impressione di poter far male. Il Sorrento, in effetti, annaspa un po’. E a far la differenza è l’organizzazione del Taranto. Sciaudone e Giorgino fanno girare bene la palla sugli esterni dove Chiaretti tenta di sfondare dalle parti di Bonomi. E’ da quella fascia che arriva il primo pericolo. Sugli sviluppi di un corner Chiaretti taglia fuori la difesa e pesca l’inserimento di Rantier, che brucia Camillucci e spara a salve. Sorrento ingolfato e attacco in apnea. Ginestra si sbatte, è nervoso, battibecca con Prosperi e spedisce fuori un destro scoccato su sponda di Carlini. Tutto ciò mentre lungo gli out Bondi e Corsetti non hanno troppa corsa. Il Taranto è più squadra, riempie gli spazi e vira su Girardi, stretto dalla morsa di Di Nunzio e Romeo, coppia inedita perché Sarri manda Terra in panchina e l’ex Nocentini in tribuna. Poco spettacolo al campo Italia, il Taranto si cheta ed il Sorrento alza la testa. In avanti, però, manca un punto di riferimento così Sarri mette Scappini per Carlini passando al 4-4-2. Il Sorrento ne guadagna in profondità, fa la partita e dà noie al Taranto. Come quando Camillucci riparte in campo aperto ed apre per Ginestra. Il bomber, però, sbaglia a tu per tu con Bremec calciando sul portiere. Sorrento sfrontato, Sarri inverte gli esterni ma il Taranto si risveglia. Girardi sfonda come un blindato, Vanin non lo tiene e Ginestra, tornato in difesa, lo stende. Rigore per il Taranto, ma dal dischetto Rantier è un disastro. Il Sorrento prende coraggio, si affida a Bondi e muta ancora assetto con una torre come Galabinov (esce Ginestra). Il Taranto, però, lotta con orgoglio. Ma rischia di capitolare su un calcio d’angolo di Bondi, con Di Nunzio imperioso a staccare con Bremec scaltro a controllare il colpo di testa. |
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a inchiodata sui binari dell’equilibrio. Imbattuto in trasferta da gennaio e mai ko in 40 anni di incroci col Sorrento, il Taranto dà prova di maturità, fallendo però le occasioni migliori per passare. Un’autentica bestia nera.




