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Ferrari e l'arbitro stendono il Sorrento

29’ st, 43’ st rig. Ferrari

HELLAS VERONA (4-3-3) Rafael; Cangi, Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Martina Rini (37’ st Garzon), Esposito, Hallfredsson; Mancini (7’ st Berrettoni), Ferrari, Le Noci (20’ st Selva).
A disposizione: Nicolas, Abbate, Anderson, Russo. Allenatore: Mandorlini
SORRENTO (4-4-2) Rossi; Vanin, Terra (33’ st Di Nunzio), Lo Monaco, De Giosa; Erpen, Togni, Nicodemo, Manco; Pignalosa (27’ st Bonvissuto), Carlini (44’ st Corsetti).
A disposizione: Mancinelli, Angeli, Camorani, Armellino. Allenatore: Simonelli
ARBITRO: Mariani di Aprilia (Pegorin-Tegoni)
NOTE: La partita viene trasmessa in diretta televisiva su Rai Sport 2 (Canale 58 del digitale terrestre). Ammoniti: Esposito, De Giosa, Maietta, Ceccarelli. Recupero: 0'-4'. Spettatori: 14.826 di cui 300 da Sorrento.
Peggio di così non poteva andare. Un pomeriggio cominciato bene e finito peggio. Il 2-0 del Bentegodi costringe il Sorrento all’impresa, fra sette giorni al campo Italia: per conquistare la finale, bisognerà vincere con due gol di scarto. Vista la prima ora sarebbe tutto possibile. Il Sorrento fa quel che vuole, ricaccia indietro i primi 10’ di timore e spreca troppo dinanzi al portiere: Pignalosa ha due grosse occasioni, ma non le capitalizza. Bisognava segnare. Perché è nella ripresa che le cose vanno male e sfumano le certezze. Il Sorrento, fino a quel momento in campo solido e deciso, perde colpi e ossigeno. Con un uomo in meno in mediana (il Verona ha tre centrocampisti), soffre le pene dell’inferno e va al tappeto nell’ultimo quarto d’ora sotto le frecciate di Ferrari. In gol prima in girata da distanza ravvicinata (scaturita da una punizione inventata) e poi su un rigore abbastanza dubbio (mani di Di Nunzio, sembra involontario). Davanti ai 15mila del Bentegodi ed una colorata rappresentanza rossonera, il Sorrento inizia un po’ contratto. Poi si scuote e fa la gara. Ha palle gol propizie, ma come sempre in trasferta non c’è verso per ribaltare le tradizioni. Il vantaggio si materializza sul versante gialloblù, è il 75’, una dormita generale della retroguardia rossonera sugli sviluppi di un calcio e Ferrari è lesto a freddare l’incolpevole Rossi. Il Sorrento, sovrastato a centrocampo, non trova modo e tempo di reagire. Tutt’altro: Hallfredsson si muove incontrastato dalla mediana, distribuendo palloni invitanti e correndo che è un piacere. E’ il segno evidente che in mezzo al campo sudore e lotta si sprecano, ma a poco servono per fronteggiare la superiorità numerica e la freschezza “atletica” del Verona. Mister Simonelli è costretto a togliere il migliore, Terra (crampi), per Di Nunzio. Il copione non cambia: il Sorrento è schiacciato nella propria metà campo e le ripartenze sono lente e timide. All’88’, il patatrac è servito: Di Nunzio “sporca” una ravvicinata conclusione a botta sicura di Selva. Per l’arbitro è la migliore occasione per ergersi a protagonista, assegnando con chirurgico tempismo un rigore al Verona quanto meno discutibile. Sulla battuta, Rossi è spiazzato: 2–0 e rete che porta ancora la firma di Ferrari. Per il Sorrento è un’autentica mazzata. A 3’ minuti dalla fine, Simonelli chiama fuori un esausto Carlini: dentro Corsetti. Niente. Finisce con l’amaro in bocca. |