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Mastellone: "Tutti uniti per la B. Eppure..."
Un meeting organizzato per capire i motivi che hanno portato ad un calo di presenze al campo Italia e “da cui - dice Mastellone - è uscita fuori la sensazione che la colpa fosse quasi tutta della società. Così non è. Dopo la riunione ho rafforzato la mia convinzione che, nonostante la società stia facendo tanto, il popolo del tifo sia sempre assente. A difesa del calo di spettatori ho sentito dire che il problema è ascrivibile ai prezzi dei biglietti, alla mancanza dei manifesti, del giornalino gratuito, della biglietteria presso il campo, delle rivendite nei vari paesi della penisola e tante altre fantasie. A proposito dei biglietti rammento che sono prezzi alla pari delle altre squadre di categoria e che gli incassi a stento coprono i costi di organizzazione della gara. E poi 30 manifesti non possono far diminuire le presenze”. L’analisi è chiara: “Ritengo che questa società stia facendo molto. I budget annui sono elevati. Stendiamo un pietoso velo sulla contribuzione per mezzo di sponsorizzazioni da parte di ditte della penisola. Tutti chiudono le porte. Per farla breve, pare esserci la pretesa che Aponte, patron di Msc, e Gambardella siano gli unici che devono sborsare fior di quattrini per fare calcio. Vicino a Gambardella e Aponte, con una notevole distanza in termini di contribuzione, vi sono solo tre persone: Paolo Durante, Diodato Scala e il sottoscritto. In questa città pochi mantengono le promesse fatte ed i tempi si allungano. Altri personaggi illustri le hanno fatte, noi aspettiamo e ci auguriamo che mantengano la parola data”. Mastellone non fa giri di parole: “La famiglia Gambardella è stata pregata di restare in sella e ha fatto tutto ciò che aveva promesso. Anzi ha fatto molto di più. Dobbiamo dire sempre grazie al presidente Gambardella. Ma ripeto, ora tocca anche ad altre persone fare. Chi ha speso parole, chi si è fatto della visibilità, chi ha fatto promesse, ora faccia i fatti. La vera verità è anche quella che, in caso di promozione in B, probabilmente si andrà a giocare lontano dalla penisola, ma ciò non dipende dalla società. Crediamo nei miracoli! Vedremo. Dico questo non per far polemica ma per ristabilire il gioco delle parti perché i tifosi cercavano di avere anche risposte in tal senso e le volevano dalla società che non c'entra in questa situazione”. |
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FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO “Abbiamo un sogno, che è quello di andare in B. Ce lo meritiamo. Uniamoci attorno alla società e alla squadra per centrare la promozione”. A dirlo è Gaetano Mastellone. Il vicepresidente del Sorrento prende parola dopo l’incontro di giorni fa, concordato con la società, con una rappresentanza dei tifosi.




