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La cura Ruotolo funziona, squadra rinata
Sì, serviva uno che amava il Sorrento per riprendere a salire su, lungo le strade che conducono ai playoff e non solo. Pari (bugiardo) col Pisa, successo col Monza e vittoria a Pavia: 7 punti in 3 partite per Ruotolo, che con un’incredibile voglia di far bene sta plasmando a sua immagine e somiglianza un gruppo forte, sulla carta forse il migliore dell’intero lotto. E che ha l’obbligo morale di farsi largo nella corsa alla serie B. Una missione tracciata dalla dirigenza e che ognuno sa bene di poter centrare. Perché ora, è chiaro, il vento sta cambiando. Il Sorrento fa le cose semplici, non si perde più nelle pieghe di un integralismo tattico che Ruotolo ha saputo snellire per necessità e premesse. “Dobbiamo solo giocare a calcio, nulla di difficile” disse alla squadra nel suo primo giorno da pilota del Sorrento. Messaggio prontamente recepito dall’ambiente, compatto su un allenatore schietto, genuino, pronto a dialogare con tutti, anche “aziendalista” vista la sua tendenza a valorizzare le risorse che gli sono state messe a disposizione. Un esempio? Sul mercato non chiede rivoluzioni, ha rivalutato Nocentini, stopper preso dal Cittadella sulla scia delle pressanti richieste di Sarri che poi l’ha lasciato in panchina e tribuna per quattro mesi. Qualcosa arriverà, certo, Tognozzi e Galabinov hanno salutato in settimana e due caselle sono (al momento) vuote. Ruotolo, però, non ha l’ossessione nell’immediato. Ogni mattina si sveglia per profondere tutte le energie possibili non dietro la scrivania, ma sul campo. E per il bene del Sorrento. Più di una squadra per quel biondino dalle poche parole venuto in costiera da Santa Maria a Vico, nel lontano 1984, sbarcato al campo Italia con tante speranze, guadagnando presto con impegno il rispetto di un’armata invincibile, guidata prima da Tascone e poi Canè. E con in campo gente del calibro di Apuzzo, Porrino, Vichi e chi più ne ha più ne metta. Allora Ruotolo contribuì alla promozione in C1, da instancabile mediano. Poi il salto nel calcio dei grandi, il Genoa, Marassi, gli anni della serie A, la tripletta a Wembley, l’azzurro della Nazionale ed il ritorno, a fine carriera, in rossonero, nel 2007 con un altro trionfo. Ed un nuovo approdo in C1. Ora il traguardo è diverso, si chiama serie B. Di solito si dice: non c’è due senza tre. Un detto che Ruotolo ed il Sorrento si augurano regga pure stavolta. Magari trovando anche più unione attorno ad un allenatore, in fondo, animato pure dal calore del tifoso. |
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E’ arrivato sulla panchina del Sorrento in punta di piedi, con umiltà. E soprattutto evitando di andare appresso ai proclami, prendendo il posto di Maurizio Sarri, esonerato per dare uno scossone alla truppa dopo il tonfo di Vercelli. “Darò l’anima” garantì Gennaro Ruotolo. Una bandiera alla guida del Sorrento. Una scelta che si sta rivelando sempre più azzeccata.




