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L'arbitro ferma il Sorrento: pari col Pisa 11’ pt Ginestra (S), 16’ st rigore Perna (P)
SORRENTO (4-4-2): Rossi; Vanin, Romeo, Di Nunzio, Sabato; Corsetti (22’ st Carlini), Camillucci, Armellino, Basso (32’ st Terra); Ginestra, Scappini (22’ st Galabinov). A disp.: Chiodini, Niang, Nocentini, Bondi. All.: Ruotolo PISA (4-4-2): Pugliesi; Audel, Buscaroli, Bizzotto, Ton (12’ st Benvenga); Tremolada, Obodo, Berardocco (12’ st Nicastro), Favasuli; Perna (41’ st Strizzolo), Perez. A disp.: Sepe, Lanzolla, Sodano, Gatto. All.: Pagliari ARBITRO: Bellotti di Verona (Favia/Saia) ESPULSO: 30’ st Sabato (S) per gioco violento AMMONITI: Ginestra (S), Corsetti (S), Basso (S), Perez (P), Ton (P) NOTE: Spettatori 700. Angoli 8-4 per il Sorrento. Recupero 3’ pt; 4’ st Una rabbia infinita. Una beffa in piena regola. Il Pisa non tira mai in porta, soffre le pene dell’inferno, sbanda, concede varchi ad un Sorrento leonino, ferito nell’orgoglio. Perché in panchina non c’è più Sarri ma Gennaro Ruotolo. E voleva a tutti i costi una svolta. Quando in avvio il solito Ginestra buca la porta pare finalmente cambiare il vento in una giornata di pioggia, tramontana e grandine. Poi la consueta mancanza di cinismo, le troppe palle gol sciupate, una traversa piena. E lo spettro di un film già rivisto che va in onda in apertura di ripresa. Scappini tocca il pallone con la mano e l’arbitro, Bellotti di Verona, non ha esitazioni: rigore e pari firmato da Perna. L’1-1 non tramortisce il Sorrento. Anzi, lo spinge più di prima ad attaccare con cuore, un pizzico di confusione, umiltà. Così succede che in mischia, su una bella punizione di Sabato, Ginestra fa l’Inzaghi della situazione e troverebbe il vantaggio da due passi. Ma lì, all’improvviso, arriva il protagonista, tutt’altro che atteso: il guardalinee, Saia. Che mentre il campo Italia esulta alza la bandierina e fa annullare il gol del potenziale 2-1, tra le proteste furenti del Sorrento e soprattutto di Ruotolo. Un episodio da moviola, che accende gli animi. “Sono partito da dietro” urla Ginestra all’arbitro, che poi espelle Sabato per un presunto colpo al volto a Tremolada e rimane il Sorrento in inferiorità numerica. Poi il miracolo di Pugliesi che, nel finale, salva il Pisa e vola a deviare in angolo una botta a colpo sicuro di Di Nunzio. Un pareggio duro da accettare, che fa riflettere. L’orgoglio c’è, la squadra dà tutto fino alla fine, senza mai risparmiarsi, a volte provando anche a strafare. Cerca subito di verticalizzare per le punte e scarica la palla sugli esterni, dove Corsetti e Basso – a sprazzi – mettono alle strette il Pisa, costretto a rintanarsi nella propria metà campo. La testa è quella che servirebbe sempre, la rabbia non è in discussione, l’assetto quello giusto. Ruotolo disegna il suo “primo” Sorrento su un 4-4-2 dinamico, con Ginestra qualche metro più dietro a Scappini, lasciato a duellare con i centrali del Pisa per aprire corridoi fondamentali per la manovra. Tutto pare funzionare, il pubblico sostiene il Sorrento ed in campo c’è il piglio adeguato. Scappini va molto di sponda. Le ali si propongono con continuità, la difesa respira. Così Basso viene trovato sulla sinistra una volta sì e l’altra pure. Come in occasione dell’1-0, con Ginestra abile a ribadire in gol il palo colpito da Scappini. L’unico squillo del Pisa è tutto in una sortita di Perna, con Rossi perfetto ad opporsi. C’è solo il Sorrento in campo. Che seppur pecchi troppo in fase di costruzione con Camillucci ed Armellino autori di troppi errori riesce comunque a pungere con continuità. Ginestra, al volo, chiama all’intervento Pugliesi, poi Corsetti scova l’imbucata di Scappini, che però tira addosso al portiere graziando il Pisa. Piove molto, grandina. L’arbitro sospende per un paio di minuti la partita che riprende come s’era fermata. Pisa in bambola, Sorrento a sgommare. In chiusura di tempo il presagio di un pomeriggio al veleno: Sabato pesca Scappini, inzuccata potente e traversa. C’è chi fa gli scongiuri, altri invece imprecano subito dopo l’intervallo con Corsetti che non la butta dentro su lancio di Romeo. Stesso discorso per Scappini. Che dopo il “drop” mandato in curva da buona posizione, nell’area rossonera, tocca il pallone con le mani e propizia il rigore realizzato da Perna. Poi le proteste per il gol negato dal guardalinee a Ginestra, l’espulsione discussa a Sabato ed un’occasione sfumata sul più bello. Altro che…buon Natale. |
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