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L'ira del presidente Mario Gambardella: "Verona favorito dall'arbitro, esigiamo rispetto"
Gambardella non ha mai parlato di arbitri. Mai. Stavolta, però, il discorso si fa diverso. Perché l’andata della semifinale playoff è andata in malora ed il penalty del raddoppio di Ferrari (mani di Di Nunzio) ha reso per il Sorrento le cose ancora più difficili del previsto. Al ritorno, domenica al campo Italia, bisognerà vincere con due gol di scarto. Il presidente, intanto, lancia le sue convinzioni. La prima: “A parti inverse l’arbitro non avrebbe concesso il rigore. Il Verona è il Verona, il Bentegodi è il Bentegodi e le pressioni sono pressioni”. La seconda: “Nel bene o nel male, con o senza Paulinho, seppur in svantaggio per 2-0, abbiamo le palle per andare in finale”. Insomma, è tutto chiaro. Resta però l’amarezza per il ko di Verona: “Partiamo da quel rigore – dice Gambardella -. Tocco involontario, da due passi. Di Nunzio non poteva tagliarsi le mani. E poi ha sfiorato il pallone in caduta mentre cercava di portarsi le braccia dietro al corpo. Senza dimenticare che il tiro di Selva è partito da distanza ravvicinata e che nessuno, prima del fischio dell’arbitro, aveva protestato. Il rigore l’ha conquistato il pubblico. Allo stadio c’erano oltre 15mila spettatori. Nel dubbio, così, vengono sempre penalizzate le piccole. Come in serie A capita anche in C. La sudditanza psicologica esiste. Eccome se esiste. Ora, l’unica cosa che spero è che domenica al campo Italia arrivi un arbitro all’altezza della situazione. E che non si faccia intimorire dal blasone del Verona”. Ma soprattutto - al Sorrento - servirà una prestazione maiuscola: “Ce la possiamo fare – spiega Gambardella -. Fino a prova contraria qui c’è gente con la personalità e la classe per capovolgere il 2-0 dell’andata. In campionato abbiamo compiuto rimonte ben più ardue, non vedo perché non ce la potremmo fare ora. Paulinho? E’ importantissimo, ma il Sorrento è forte anche senza di lui. L’ha dimostrato pure a Verona. Peccato, però, non aver segnato. Adesso, mi rivolgo pure ai tifosi, bisogna guardare avanti: riempiamo il campo Italia e rendiamolo una bolgia. Tutti vicini, col cuore, per fare l’impresa. Io sono il primo a crederci. E non a chiacchiere!”. Anche il sindaco Cuomo, domenica presente a Verona, si scaglia contro l’arbitro Mariani: “Il rigore? Un’invenzione. E l’1-0 del Verona parte da una punizione che non c’era… Il ritorno? Sono ottimista”. Fonte Metropolis quotidiano |
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“L’arbitro ci ha danneggiato. Lo dicono i fatti e le immagini. E non le opinioni dei tifosi. Probabilmente la pressione del Bentegodi si è fatta sentire oltremodo e l’arbitro ha tradito un po’ di sudditanza psicologica. Soprattutto per quel rigore del 2-0, praticamente inesistente. Il Verona non ha bisogno di regali. Esigiamo rispetto”. Mario Gambardella è una furia. Anzi, di più. Diciamolo: è incazzato nero. Come il colore della giacchetta di Mariani di Aprilia, il fischietto del Bentegodi.




