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Partita l'opera di mediazione con Gambardella: tutti vogliono convincerlo a restare
In fondo, stando ai fatti, confidare in un ritorno di Gambardella appare l’unica possibilità concreta di salvare il salvabile e, dunque, scongiurare il rischio della mancata iscrizione. Sì, perché in questo momento, il prossimo campionato è a rischio. La famiglia Gambardella non intende accollarsi gli oneri dell’iscrizione. L’hanno fatto sapere fonti vicine alla dirigenza e l’ha evidenziato, informalmente, pure la proprietà. A questo punto, si attende “solamente” un potenziale acquirente. Che finora non è spuntato. Eppure, c’è sul piatto una società blasonata, coi conti in ordine, in Prima divisione senza debiti. Dopo la cocente delusione di aver mancato l’accesso alla finale playoff per mano del Verona e, più realisticamente, dopo che il sogno del salto in B è sfumato via, Sorrento non chiede un rilancio istantaneo delle ambizioni. Né un nuovo tentativo alla scalata per la cadetteria. La piazza auspica che, a settembre, si torni a giocare il campionato di Prima divisione, senza troppe pretese, senza aspirazioni di vetta. E col presidente Gambardella al comando. “Ci basta una squadra che lotti col cuore, magari coi giovani. E che possa puntare alla salvezza” è il senso delle impressioni della tifoseria. Un discorso che, stando alle indiscrezioni trapelate anche ieri, non riguarda il presidente. Che dopo le dimissioni ha voluto puntualizzare che, per lui, “fare calcio significa giocare per vincere”. Insomma, tutto chiaro. Gambardella, nell’estate di tre anni fa, affiancò l’allora presidente Antonino Castellano acquisendo il 50% delle quote e annunciando di voler puntare alla promozione in B con un progetto a medio-lunga scadenza. Poi, un anno dopo, rilevò interamente il club stringendo un patto con l’ex socio. Una scrittura privata in cui veniva sancito un accordo secondo il quale, se Gambardella avesse deciso di lasciare, avrebbe trasferito automaticamente la proprietà a Castellano. Ma quell’atto, giuridicamente, non ha valore perché non depositato. E poi Castellano non intende tornare nel mondo del calcio. |
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L’operazione di mediazione è partita subito, a caldo, nelle ore immediatamente successive alle dimissioni. Appena il presidente Mario Gambardella ha deciso di tagliare il cordone ombelicale col Sorrento, i dirigenti più vicini hanno cercato di capire cosa fosse accaduto, valutare le circostanze, stilare una strategia per risolvere assieme al patron la vicenda e, soprattutto, far rientrare l’addio. Un tentativo che sta procedendo con costanza. Che proseguirà fino a quando sarà possibile, magari entro domenica quando Gambardella tornerà a Sorrento per presenziare alla cerimonia al Comune in cui il sindaco Cuomo gli consegnerà l’onorificenza civica straordinaria. Tutti, compresi i tifosi, vogliono più di prima che il presidente riveda le sue decisioni e torni alla guida del club. L’ha auspicato anche lo stesso Cuomo.




