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Ruotolo (per ora) non rivoluziona l'assetto
Ruotolo, si sa, è uomo di carattere, personalità. Così come dovrà essere il suo Sorrento. Forse non è un caso che ieri abbia “provato” in partenza lo stesso undici affondato clamorosamente a Vercelli, l’ultimo di Sarri. Bisogna reagire, prima nella testa e poi nelle gambe, cominciando proprio da quel gruppo una settimana fa andato a finire nell’occhio del ciclone. Difesa a quattro alta, con i giovani Di Nunzio e Romeo centrali più Vanin e Sabato sulle corsie. Camillucci ed Armellino a fare da frangiflutti in mezzo al campo e poi la batteria dei rifinitori: Corsetti, Carlini e Basso qualche metro dietro Ginestra. Insomma, un 4-2-3-1 dinamico. Un modulo che Ruotolo conosce a memoria: nel maggio 2009 l’ha usato con successo alla guida del Livorno che, proprio con quella matrice tattica, diresse alla promozione in serie A, attraverso i playoff con Grosseto e Brescia. “Il 4-2-3-1 – ha detto l’altro giorno Ruotolo – è un assetto che mi piace. Ma non escludo il 4-4-1-1. Comunque, i numeri valgono fino ad un certo punto”. Sì, il 4-4-1-1. Che si è visto a brani anche ieri pomeriggio, contro il Sant’Agnello. E’ presto, prestissimo per scovare novità più accattivanti. Le impressioni, però, iniziano ad emergere. Il nuovo Sorrento, quello di Ruotolo, pare preferire più il possesso palla, con immediate verticalizzazioni per l’attacco. Lì dove agisce Ginestra, un “maestro” nell’aprire il gioco sulle fasce oltre che a concluderlo a suon di gol. Senza dimenticare Scappini e Galabinov. Buone nuove, intanto, dall’infermeria: Bondi ha smaltito l’acciacco muscolare che l’ha frenato nell’ultimo mese ed è a disposizione per il Pisa. Restano ai box Croce e Tognozzi. |
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Nessuna rivoluzione, almeno per ora. Gennaro Ruotolo ha preso il Sorrento con entusiasmo e lo sta conoscendo, pian piano, con un’incredibile voglia di vincere, convincere, andare avanti. E di battere il Pisa, domenica, nel debutto del campo Italia. La gente lo “coccola”, lo incoraggia, lo sostiene. Perché lo ricorda giovanissimo quando dalla costiera spiccò il volo verso la serie A e la Nazionale. Perché quando “Gennarino” c’è, il Sorrento vince. Perché è il momento di fare quadrato e cercare la svolta. La nuova era è partita ufficialmente mercoledì, ma ieri c’è stata la prima vera impronta dell’allenatore nell’amichevole col Sant’Agnello: 9-0, il punteggio però non conta. Almeno per ora.




