|
Simonelli: "Gara particolare, parlare non serve"
Volano spruzzi di autostima dal professore. Uno con cui, prima di una partita, si potrebbe parlare per ore di tutto e di più. Tranne che di calcio. Vero, mister? “Queste partite sono molto particolari, quindi nessuna parola ha senso – spiega Simonelli -. Ritengo che parlare, in situazioni del genere, sia solo un modo per mettere a tacere la propria ansia inconfessata ed inconsapevole. Io sto provando tutte le emozioni che possono esserci prima di un appuntamento importante, ovviamente positive e negative. Ma sia chiaro… Le emozioni e i pensieri non sono azioni, bensì ritraggono nuvole passeggere che ci percorrono dentro”. Insomma, tutto chiaro. Ritornano i playoff e ritorna il professor Simonelli: “Fino a questo momento – assicura il tecnico del Sorrento - la squadra è abbastanza tranquilla. Evidentemente siamo entrati in uno stato d’animo del tipo… ‘accada quel che accada’. Se questo atteggiamento mentale dovesse essere addirittura più profondo e radicato sarebbe il modo migliore per incontrare il Verona”. Un avversario che, nei fatti, Simonelli stima. E tanto. “Al di là di ogni tipo di discorso – evidenzia l’allenatore del Sorrento - il Verona è una grande squadra. Ovviamente, mi auguro che domenica non si esprima al massimo, ma è un avversario da rispettare fino in fondo”. Ciò però non toglie nulla alla sua truppa: “In estate – conclude Simonelli - dissi che questo Sorrento era una buona squadra, che se umile e cattiva poteva diventare un’ottima squadra: un obiettivo raggiunto in pieno. Ora, però, bisogna tornare in campo, pronti a dare tutto se stessi”. Già ieri mattina il Sorrento ha raggiunto Villafranca. Per la formazione anti Verona Simonelli deve scogliere un solo dubbio, quello tra Corsetti e Manco. Fonte Metropolis quotidiano |
| < Prec. | Pros. > |
|---|





Per la verità Gianni Simonelli fuma poco, pochissimo. Ma l’altro giorno, entrando in tabaccheria, ha deciso a sorpresa di “cambiare” sigarette. Ha lasciato le “ultralight” virando sulle “classic” di una marca svizzera. Che, come dice lui prima della partenza per Verona, “prendevo già qualche anno fa. Ora le ho riscoperte così, per caso. Hanno un gusto deciso. Direi… diverso dal solito”. Proprio come un Sorrento senza Paulinho alla vigilia del Bentegodi. “Sono convinto che, con umiltà e cattiveria, possiamo fare bene anche senza di lui” assicura tra un sospiro e l’altro a fine allenamento.




