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Sfortuna e caldo, Sarri è un fiume in piena: "Giocare alle 15 è un attentato alla salute"
“La scelta degli orari è inadeguata – spiega l’allenatore del Sorrento -. Andare in campo alle 15, di questi tempi, è un attentato alla salute dei giocatori. Se si aspetta la morte di qualche ragazzo per poi prendere provvedimenti lo dicano chiaramente. Ormai mi sembra incredibile che si sia arrivati a questo punto. Vorrei parlare con chi ha stabilito questi orari… Quali sono le necessità per cui bisogna giocare alle 15? Non credo ci siano esigenze televisive”. Sarri è un fiume in piena: “Lo ripeto – chiarisce il tecnico -. Siamo dinanzi ad un attentato alla salute dei calciatori. A settembre è prevedibile che ci sia caldo. Se poi si gioca su una superficie in erba artificiale come il nostro è ancora peggio. Credo che la temperatura, in campo, sia arrivata addirittura a 50 gradi”. Dopo lo sfogo parte l’analisi di una partita che, per come si era messa, poteva sicuramente dire meglio. “Non ci è andata bene – dice Sarri -. A tratti abbiamo sofferto il Pavia ma abbiamo sbagliato un rigore, preso un palo e nel finale il portiere ha fatto due miracoli su Carlini. Senza dimenticare che l’arbitro non ha espulso Gheller, che ha commesso il fallo del penalty dell’1-0 ed era già ammonito. Comunque, accettiamo il pari. Sapevamo che non sarebbe stata facile ed il Pavia ci ha saputo mettere in difficoltà: non so se fra due mesi sarà la stessa squadra brillante vista qui, vedremo. Bravi a riportare la partita dalla nostra parte dopo il rigore fallito, ma quando vinci 2-1 ad un quarto d’ora dalla fine… bisogna vincerla. Sì, serviva più attenzione”. Un pari che dà adito ai rimpianti, ma Sarri invita a rimanere sereni “perché – evidenzia l’allenatore – abbiamo comunque fatto 4 punti in 2 partite. Un pizzico di rammarico resta anche per la sfortuna di non aver potuto inserire Tognozzi al posto di Ginestra prima del gol del 2-2. Avremmo giocato con tre mediani davanti alla difesa. Purtroppo la palla non è mai uscita e D’Errico ha fatto gol”. E domenica si va a Como. “Trasferta difficile come tutte quelle che ci sono in questo campionato. Andremo lì – conclude Sarri – per fare risultato”. |
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FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO Sudato, amareggiato. In sala stampa fuma sigarette una dietro l’altra, quasi fossero delle caramelle. “Vogliono che qualcuno muoia in campo prima di capire che è assurdo giocare alle 15?”. Non ha peli sulla lingua, Maurizio Sarri. E mai ne avrà. Dice le cose che pensa, perché onesto, limpido, senza freni. Non ce l’ha solo con la malasorte, che quando il Sorrento incrocia il Pavia diventa all’improvviso una fedele compagna di viaggio. Figuriamoci se poi l’esordio del campo Italia si consuma in un pomeriggio torrido di inizio settembre, il mese per eccellenza della città di Sorrento ancora invasa di vacanzieri e turisti.




