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Stipendi congelati e Sarri di nuovo in bilico Martedì le scelte definitive, idea Campilongo
Sarri sente la panchina scricchiolare, vacilla. Ad ore sarà presa una decisione sulla guida del Sorrento. Un momento complicato per l’allenatore che, in estate, ha firmato un contratto biennale ottenendo dal presidente il meglio che si poteva avere. Ovvero una squadra competitiva e completa in tutti i reparti, l’arrivo in blocco di un plotone affidabile (giunto come il tecnico direttamente da Alessandria) e soprattutto la fiducia tenace di un patron che l’ha sostenuto fin dal primo giorno, forse più esplicitamente di quando c’era Gianni Simonelli. Basti pensare al debutto, a luglio. Sarri venne presentato alla stampa a Pagani, nell’azienda di famiglia, ospiti di patron Gambardella. Un segnale inequivocabile per un allenatore il cui destino passa proprio per quegli uffici dove il presidente, cinque mesi fa, battezzò con entusiasmo sia il successore del professore che il nuovo Sorrento. Nessun esonero per ora, un’idea sfiorata fra domenica sera ed un lunedì convulso, intenso, ricco di voci. Presto ci sarà l’ufficialità sul futuro dell’allenatore. Durante il summit di oggi, cominciato di buon’ora e a cui ha preso parte anche il direttore sportivo Sasà Avallone, la dirigenza ha valutato la posizione di Sarri. Qualcosa si è rotto. Bisogna battere a tutti i costi il Pisa, senza fronzoli, convincendo, riscattando l’umiliazione di Vercelli. Scossoni che riguarderanno anche la squadra. Sul mercato, a gennaio, potrebbero esserci più epurazioni. La scelta di temporeggiare su Sarri fa leva su più particolari. Uno: domenica arriva il Pisa per una sfida diretta in chiave playoff, non si può fallire. Due: il problema sembra più globale e riguarda il rendimento della squadra che, informalmente, pare abbia fatto mea culpa con la dirigenza, “sollevando” Sarri dalle responsabilità ed auto-accusandosi della caduta di Vercelli. Tre: sono al varco la sosta natalizia ed il mercato invernale. E prima di decidere dove e come intervenire bisogna stabilire chi sarà al timone, con meno dubbi e più sicurezze. Quattro: ci si è affidati ad un assetto consolidato, che pone le radici nell’Alessandria dei miracoli di un anno fa con in squadra molti elementi già avuti da Sarri. Cambiare allenatore comporterebbe una rivoluzione obbligata. Il gioco vale la candela? La risposta attesa ad ore. In preallarme, a quanto pare, c’è innanzitutto Salvatore Campilongo, due settimane fa vicino all’approdo a Benevento in sostituzione dell’esonerato Simonelli e sempre stimato dalla dirigenza del Sorrento. Già in estate, prima dell’ingaggio di Sarri, ci fu un timido contatto tra le parti. Poi cambiò tutto. E non se ne fece nulla. Gambardella optò per Sarri e si affidò anima e corpo al nuovo pilota. Altre ipotesi filtrate in città sussurrano di un paio di alternative: l’ex Ascoli Nello Di Costanzo e, addirittura, il navigato Fofò Ammirata. Non ci sono conferme su Ruotolo ed Eziolino Capuano, spettatore d’eccezione al campo Italia nella vittoria con la Tritium. Un successo che, una settimana fa, in molti s’auguravano coincidesse con una reazione continua, dopo il ko col Lumezzane ed i pareggi in sequenza di Terni e Foggia. Ed invece il Sorrento è affondato a Vercelli, senza alibi, proprio come ha chiarito a caldo Sarri, capace di non fare melina, prendendosi il suo pacchetto di responsabilità. Eppure, al di là del discorso allenatore, qualcosa accadrà. Innanzitutto Gambardella ha deciso di congelare gli stipendi almeno fino a quando non vedrà un cambiamento, sostanziale, nelle prestazioni e nell’atteggiamento mentale del Sorrento. Un episodio ha fatto storcere il naso un po’ a tutti. Ed è quello di Corsetti che, a fine gara a Vercelli, uscendo dal campo, avrebbe prima guardato male i 50 tifosi approdati dalla costiera e poi lanciato uno sputo sul prato. Un presunto gesto di stizza che oggi, mentre si discuteva sul destino di Sarri, ha fatto ben presto il giro della città. Manco a dirlo i tifosi sono adirati, vorrebbero un Sorrento diverso, sanguigno e che renda per come potrebbe. C’è insoddisfazione, la contestazione prosegue ed è stata replicata anche a Vercelli. Un altro remake, domani pomeriggio, potrebbe essere inscenato alla ripresa degli allenamenti al campo Italia. |
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Fonte resport.it Stipendi congelati e l’allenatore Maurizio Sarri in bilico, a rischio esonero. Un lunedì frenetico quello vissuto attorno al Sorrento. Una giornata campale. Il presidente Mario Gambardella non ha digerito la figuraccia di Vercelli ed è sceso in campo in prima persona per prendere provvedimenti adeguati al momento. Il Sorrento si è risvegliato intontito per le quattro sberle subite domenica dalla Pro Vercelli. Una banda di ragazzini che ha surclassato in lungo e largo quella che per età media è la squadra più vecchia dell’intera Prima divisione. Un ko clamoroso che ha squarciato le certezze attorno ad un gruppo ormai nell’occhio del ciclone. Di attendere una ripresa in silenzio, i tifosi, non ne hanno più voglia. E Gambardella, amareggiato per gli sforzi mal ripagati sul campo, è convinto a prendere il bastone.




