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martedì 22 maggio 2012
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DI BARI: "VI SPIEGO IL NOSTRO MERCATO"

Parla chiaro, senza peli sulla lingua, con grande convinzione. Ad ogni domanda segue una risposta molto argomentata. Ribatte punto su punto a tutto ciò che gli viene chiesto con vivacità cercando di scogliere tutti i dubbi residui e, finora, rimasti apparentemente “irrisolti”. Riccardo Di Bari sa troppo bene che la tifoseria rossonera non ha digerito molto la chiusura della campagna acquisti estiva. A mani vuote, senza alcun colpo messo a segno quando invece pareva (anche sentendo le dichiarazioni ufficiali della dirigenza) che potesse arrivare un restyling di una squadra più operaia della passata stagione. La disamina del ds del Sorrento, quindi, trasuda autostima e entusiasmo. Sarà il campo a sostenere o meno le sue tesi.

SUL MERCATO. «La certezza di avere alle spalle una grande società in grado di potersi muovere in qualsiasi momento e che sta dando linfa con entusiasmo ad un progetto a lungo termine è una cosa fondamentale per il Sorrento. Per me è l’acquisto più importante. Tornare a mani vuote dal mercato ci sta perché siamo convinti di aver operato bene per tempo. Non dovevamo fare rivoluzioni né stravolgere il gruppo. Siamo convinti che questa squadra può raggiungere la salvezza. Una squadra di prospettiva. La maggioranza dei giocatori che abbiamo in rosa sono di proprietà del club e quindi rappresentano un patrimonio. L’obiettivo è salvarsi e il Sorrento di oggi può e deve farlo. La nostra idea, prima di andare all’Ata Quark hotel di Milano, era chiara: prendere eventualmente un attaccante che facesse al caso nostro anche per gli anni avvenire. In tal senso c’era la pista Da Silva poi non se n’è fatto nulla per alcune variabili. Tutto ciò non ci cambia la vita. Anzi. Ora, in ogni caso, vedo il parco attaccanti e sono sereno. Myrtaj è un bomber di razza, Paulinho ha grandi qualità e farà bene, Saraniti è un giovane molto bravo e Pignalosa è una valida alternativa. Siamo al coperto per ora. Penso che nessuna delle concorrenti alla salvezza abbia un reparto offensivo come il nostro. A centrocampo, con la conferma di Fialdini, non c’era bisogno di intervenire. Eravamo su Pizzolla quando pareva potesse esserci qualche cessione che, invece, non c’è stata. Gli svincolati? La società è vigile ed interverrà tempestivamente se lo riterrà opportuno, ma penso che sia uno scenario più papabile a gennaio. Qualora si presentasse qualche necessità non ci tireremo indietro».

SUI CASI “RIENTRATI”. «Visto che era in uscita con quattro giornate di squalifica, d’accordo con noi, Fialdini ha deciso di aspettare a casa il corso delle cose. Allora e assieme pensavamo che una soluzione differente prima o poi arrivasse. Non è successo e quando ce ne siamo resi conto si è aggregato alla squadra senza problemi. Lui, Lo Monaco e Angeli sono situazioni risolte perché hanno accettato il nostro progetto. Parliamo di professionisti esemplari e motivati, che ci possono dare una mano. La decisione che avevamo preso in un primo momento, ovvero trovare a loro sistemazioni diverse da Sorrento, non dipendeva da valutazioni di carattere tecnico o tattico. Tutt’altro, credevamo e crediamo tuttora che sono giocatori che in questa categoria fanno comodo a chiunque. Avevamo stabilito di optare per piste diverse per un discorso economico. Tutto qui. La società ed anche l’allenatore credono molto nelle loro capacità tecniche».

SUI DUBBI DELLA PIAZZA. «Non aveva senso acquistare così per il gusto di farlo. L’arrivo di una punta era un’opzione in più non un obbligo. Bisogna seguire sempre il progetto, non l’onda emotiva del momento. Che voglio dire? L’umore della tifoseria oggi è comprensibile, ma prendiamo alcuni aspetti in considerazione. Il Sorrento è una squadra tutta nuova con un calendario che ha proposto alle prime giornate le maggiori indiziate alla promozione. E poi c’è una piccola emergenza che stiamo fronteggiando e che costringe mister Simonelli a dover fare scelte quasi obbligate. Angeli, Lo Monaco, Silvestri e Pignalosa stanno recuperando la migliore condizione dopo infortuni e preparazioni autonome. E Fialdini ha da scontare altri due turni di stop. Ecco perché dico che ci sono ampi margini di miglioramento. Abbiate fiducia. Tutto è stato fatto per il bene del Sorrento. I tifosi devono stare tranquilli cercando di essere pure propositivi nei confronti di questa squadra perché, lo ripeto, alle spalle c’è la garanzia di avere una grande società».

SULL’AVVIO DI STAGIONE. «Fra coppa Italia e campionato la squadra ha fatto vedere buone cose. L’esordio con l’Alessandria ha evidenziato un grande carattere. La squadra ha reagito con orgoglio e soltanto per un episodio non è riuscita a condurre in porto la vittoria. Domenica scorsa a Novara, invece, abbiamo messo in seria difficoltà una di quelle squadre che tutti dicono che debba vincere il campionato. Ci sono state diverse palle gol e se fossimo passati in vantaggio dopo l’1-1, e ce lo meritavamo visti i miracoli del portiere, non so come sarebbe finita. E’ certo, comunque, che nel secondo tempo non si è visto il Sorrento che tutti vogliamo ed è un aspetto da approfondire. Sia chiaro che sul morale ha influito parecchio il 2-1 di Motta a pochi secondi dall’intervallo. Una mazzata, alla quale dovevamo reagire. Domenica affronteremo la Cremonese e poi ad Arezzo. Altre due buone squadre. Bisogna andare avanti ad un impegno alla volta».

SALVATORE DARE

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2 settembre ‘09

foto Franco Romano

 
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