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DE GIOSA: "SIAMO MOLTO ARRABBIATI..."
“Domenica bisogna puntare sulla rabbia che abbiamo in corpo – osserva il difensore –, bisogna giocare con quella cattiveria di una squadra che sa che sta facendo male e che deve rialzarsi immediatamente. Siamo chiamati a dover dare oltre le nostre possibilità, tutti assieme. Vincere con il Figline è fondamentale per tante cose”. A cominciare dalla classifica. “E’ proprio così – dice De Giosa che poi aggiunge -. Il Sorrento è una buona squadra, formata da giocatori importanti e d’esperienza: giusto che società e tifosi siano amareggiati per il penultimo posto. Sia chiaro che restiamo convinti delle nostre qualità, anche se tre sconfitte consecutive potrebbero minare alcune certezze. Pure per questo motivo è fondamentale strappare un risultato positivo con il Figline. Vincere risolleverebbe il morale a tutto l’ambiente. E a noi giocatori”. Finora, De Giosa ha trovato poca continuità perché ha dovuto convivere con un fastidioso problema muscolare. Poi è rientrato dal primo minuto a Foligno, all’esordio di Novelli sulla panchina rossonera. Ha giocato da terzino sinistro, nella difesa a quattro. Complici i dubbi sulle condizioni di Fernandez e Lo Monaco, domani contro il Figline, verrà schierato al centro. Avrà dinanzi Chiesa. Sì, quel Chiesa che ha segnato 139 gol in A e 7 con la Nazionale, che ha vinto coppa Uefa e coppa Italia (due volte), che ha giocato Mondiali (1998) ed Europei (1996), che detiene il record di gol siglati in azzurro partendo dalla panchina (5). “Dovremo stare svegli e non concedergli spazi. Un grande bomber, da tenere sempre d’occhio...”. Con la rabbia giusta verrebbe da dire. “Quello è scontato”. SALVATORE DARE
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31 ottobre ‘09 |
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“Siamo molto arrabbiati”. Tre parole che, per il Figline, suonano come un avvertimento. Il Sorrento deve svoltare e può farlo solo con una vittoria. Altre ipotesi non sono considerate. E’ il ritornello di un Sorrento penultimo (in condominio col Como), avvolto da una cronica crisi di risultati e reduce da tre sconfitte consecutive. “Ma soprattutto arrabbiato”. Lo ripete ancora una volta, con tanta convinzione, Roberto De Giosa.




