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martedì 22 maggio 2012
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IL RISCATTO DI LO MONACO

"MA NON E' UNA RIVINCITA"

C’era una volta una difesa in eterna sofferenza, che stentava a vista d’occhio e che, seppur dando il massimo, non riusciva a garantire solidità. Beccava sistematicamente gol, in ogni partita. C’era una volta, appunto, perché oggi è tutto diverso. O quasi. Pian piano, fin dall’arrivo di Raffaele Novelli in panchina, qualche piccolo grande aggiustamento c’è stato. Su tutti, il passaggio alla linea a quattro, con quella a tre messa per sempre in soffitta. Morale della favola? I responsi del campo, ed è cosa nota, finalmente sono positivi. “Per ottenere la salvezza diretta con meno impacci, è obbligatorio calare la serranda in difesa”. Sia chiaro: Massimo Lo Monaco non è un veggente. Ma spazzò via il campo dagli equivoci già un mese fa, alla vigilia del pareggio a Busto Arsizio con la Pro Patria. Facendo una promessa, poi mantenuta coi fatti. Passiamo ai numeri: la porta di Marconato è inviolata da 270’, un solo gol su azione subìto nelle ultime sei partite. Mica male.

“E’ un fatto molto importante – dice Lo Monaco –. Aver trovato i giusti equilibri in fase difensiva, tutti assieme, è una componente essenziale per mirare ad ottenere risultati positivi. Il cambio di modulo c’entra relativamente. Prima difendevamo a tre, ora a quattro: nel complesso, però, i movimenti più o meno sono simili. Onestamente va detto pure che in questo momento stiamo avendo anche un pizzico di fortuna. Faccio un esempio: a Viareggio, nel secondo tempo, abbiamo sofferto abbastanza rischiando di prendere gol più volte. I tiri, però, sono usciti di poco, cosa che invece non capitava agli inizi di campionato”. L’impressione che trapela è anche un’altra. Che la squadra possa pensare più serenamente a spingere verso la porta avversaria perché, dentro di sé, ha la fiducia che dinanzi a Marconato la difesa può reggere. “Qui – sottolinea Lo Monaco – dobbiamo fare l’ennesimo salto di qualità della stagione. Evitare di rilassarci, pensando che si siano risolti tutti i problemi. Bisogna rimanere attenti. E lo dico soprattutto in vista di Alessandria”.

Parla con il piglio del leader, di chi sente attorno stima, di chi è sereno nella mente e nelle gambe. Uno scenario quasi utopistico se si pensa alla scorsa estate. Mesi caldi davvero. E non per il clima. Lo Monaco venne messo sul mercato perché non rientrava “nei progetti”. Partì comunque per il ritiro di Camerino (in virtù del biennale firmato l’anno prima), covando sempre la speranza di restare. Quando la cessione pareva l’unica soluzione, arrivò all’improvviso l’agognata fumata bianca, con l’accordo economico per la permanenza. Lo Monaco ha così subito “ripreso” il comando della difesa, integrandosi al meglio con Fernandez, proponendo un rendimento elevato. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Scurdammoce ‘o passato. “Non è una rivincita – chiarisce il difensore – perché non c’è mai stato screzio tra me e la dirigenza. Anzi, tutto si è risolto nel giro di poche settimane, prima dell’avvio della stagione. D’altronde tutti hanno sempre saputo della mia volontà di rimanere. E’ acqua passata, conta soltanto il presente, che si chiama Alessandria”.

Una carica evidente quella di Lo Monaco, dettata anche dal pareggio con il Pergocrema. Uno 0-0 che ha lasciato tanto amaro in bocca, ivi compresa la polemica arbitrale. Ad Alessandria, per questo, si vedrà un Sorrento arrabbiato. “Ma non solo – conclude il difensore -. Dovremo essere bravi a sfruttare gli spazi che ci verranno concessi. L’Alessandria gioca in casa e vorrà vincere. E quindi non si chiuderà in difesa. Qui, ripeto, sarà importante essere svegli per capitalizzare le occasioni che saremo capaci di costruire”. Già oggi, la squadra partirà alla volta di Alessandria. Tutti a disposizione eccetto Niang, squalificato per un turno.

SALVATORE DARE

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18 dicembre ‘09

 
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