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L'EX DS LUPO SUL DIVORZIO: "MANDATO VIA DOPO UN GRANDE MERCATO"
LA STRATEGIA. L’ex ds, però, difende il suo operato. “Innanzitutto – premette Lupo – ho un rammarico: non sono stato giudicato in base ai risultati del campo. Avrei voluto assumermi tutte le mie responsabilità mettendoci la faccia e rimanendo in trincea fino alla fine. Non è stato possibile”. Ferraro, Ginestra, Russo, Scappini e Innocenti: tutti attaccanti trattati e puntualmente sfumati. Perché arrivare all’ultimo giorno di mercato con l’acqua alla gola per ingaggiare una punta? Il budget, come rivelato dai Gambardella, permetteva un colpo di spessore. Per non parlare della cessione di Saraniti, che ha ridotto all’osso il reparto avanzato. Dice Lupo: “La strategia concordata era quella di soddisfare le esigenze della squadra. Come? Elevando se I MOTIVI DELL’ADDIO. Qui Lupo dà una versione non troppo diversa da quella ufficiale. E non fa polemiche. Anzi. “Non credo di essere stato mandato via perché non ho preso l’attaccante invocato dalla piazza – sottolinea -. Il presidente Gambardella, a cui va il mio ringraziamento per l’opportunità che mi ha concesso, ha deciso così forse perché, con me, c’era una differente idea sulla gestione calcistica che, in un club, svolge un direttore sportivo. Sia chiaro che non c’è mai stata mancanza di comunicazione tra di noi. Ogni passo è stato condiviso”. Lupo chiosa con un sorriso. “Oggi la squadra ha un’identità ben precisa. Simonelli è un grande tecnico, lo stimo moltissimo. Sta facendo bene e ha recuperato giocatori che prima non avevano spazio: può salvare il Sorrento. L’esonero di Novelli? Ha svolto un buon lavoro, ma abbiamo deciso tutti in tal senso perché lo ritenevamo opportuno. Seppur ora sono andato via – conclude Lupo – seguirò sempre con simpatia il Sorrento”. SALVATORE DARE
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5 febbraio 2010 |
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