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NOVELLI: "VI SVELO IL MIO SORRENTO"
La firma, poi la presentazione, l’incontro con la squadra e il primo allenamento. Tutto in poche ore per Raffaele Novelli, il nuovo tecnico del Sorrento. È stato accolto dalla pioggia al campo Italia. “Bagnato e fortunato”. I tifosi lo sperano, la società pure. Novelli sorride perché ha sposato “un progetto serio a lunga scadenza”. Che passa dalla salvezza. Magari col bel gioco. “È gratificante stare qui – esordisce -. Sorrento è una piazza di grande cultura sportiva e sociale. Un club modello per il vivaio. Porto con entusiasmo il mio credo: organizzazione, intensità, umiltà e calcio propositivo. Da ora sono io l’unico responsabile tecnico: se ci sono problemi è tutta colpa mia”. Avrà al suo fianco Antonio Dell’Oglio. Un posto che poteva essere del suo storico secondo Antonino Gargiulo, l’allenatore di Sorrento scomparso un mese fa. “Ho tanta rabbia per quel che gli è successo – dice Novelli con gli occhi lucidi -. Ho perso un grande amico. Devo dimostrargli di essere all’altezza della squadra di cui era tifoso. Una persona dalla qualità morali uniche e che ha trasmesso i suoi valori, da sorrentino, ovunque”. È uomo d’attacco Novelli. Il 4-3-3 è un punto fermo. “La squadra dovrà emozionare i tifosi perché la gente va al campo per divertirsi. La domenica si stacca la spina dai problemi e noi dovremo fare bene anche per questo. Il Sorrento morirà nella metà campo avversaria. Non dovrà mai avere il SALVATORE DARE
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23 ottobre ‘09 |
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rimpianto di non averle provate tutte per vincere e divertire. Non potremo mai dire di essere stanchi. Lavoriamo meno di quaranta ore a settimana. Un contadino, ogni mattino, si sveglia alle cinque e si rompe la schiena”. Un vulcano di motivazioni. Novelli fa colpo. “Dovrò tirare il meglio dalla squadra. Rinforzi? Abbiamo già le qualità per salvarci. Se fosse necessario, però, la società è pronta. Ma è presto”. Ha firmato fino al termine della stagione. Sembrava dovesse farlo su un biennale ma “ho voluto così perché dovrò meritarmi la conferma con una stretta di mano – spiega -. La dignità è tutto, i soldi non cambiano la vita”. Un pensiero per il dimissionario Simonelli (“Un insegnante di calcio che stimo tanto”) e per i tifosi. “Fanno sacrifici enormi, meritano rispetto. Devono essere ripagati vedendo un Sorrento con cuore, gamba e gioco d’attacco. La C1 va difesa assieme. Le contestazioni? Le dobbiamo prendere bene perché fanno crescere”. Intanto, il ds Di Bari resta al suo posto. Nessun addio.




