|
DE GIOSA, UNO CHE SA COME SALVARSI "IL DESTINO E' NELLE NOSTRE MANI"
BATTERE IL LECCO. Il Sorrento, ferito dalla scoppola di Benevento, ha dinanzi a sé un cammino lungo, ma “ideale” per portare a termine la missione salvezza: ci sono molti scontri diretti, da sfruttare al massimo. “Domenica abbiamo una grande occasione – dice convinto De Giosa -. Battere il Lecco è fondamentale, per agganciarlo e ridurre le distanze con le altre squadre coinvolte nella lotta salvezza. Non sarà una passeggiata: sappiamo che dovremo vedercela con un avversario ostico, determinato a strappare punti. Ma è giunta l’ora di invertire le tendenze”. POSSIBILITA’. Dieci giornate alla chiusura dei giochi. Il Sorrento parte dal bottino, magro, di soli 23 punti. Eppure le possibilità di evitare la pericolosa lotteria dei playout sono abbastanza concrete. Eccetto le sfide con Perugia e Varese, saranno tutti scontri diretti. “Il destino è nelle nostre mani – sottolinea ancora De Giosa -. La classifica, poi, è molto corta. Basterebbe una vittoria, che ci manca da troppo tempo, per ritrovarsi fuori dalle sabbie mobili. Ecco, questo è il nostro obiettivo: acciuffare i tre punti con il Lecco e gettare le basi di un ciclo positivo perché il segreto, in questi momenti, è avere continuità di risultati”. GOL E SFORTUNA. Non solo. Sarà fondamentale anche trovare solidità. Nelle ultime tre partite (contro Paganese, Lumezzane e Benevento), fra amnesie e colpi di sfortuna, il Sorrento ha beccato ben sette gol. Troppi, giusto De Giosa? “Non è semplicissimo trovare una spiegazione, ma è chiaro che anche qui dobbiamo migliorare. C’è da dire, però, che non stiamo avendo dalla nostra parte neppure quel pizzico di buona sorte che, in fondo, aiuterebbe. Speriamo che il vento giri”. SALVATORE DARE
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
25 febbraio 2010 |
| < Prec. | Pros. > |
|---|





Quando c’è un problema da risolvere, tengono banco i pareri degli esperti. Che analizzano la situazione, la studiano e poi emettono la diagnosi. Roberto De Giosa non è un tipo da rubriche o consulti. Ma sa bene come si difende la categoria. Due anni a Pagani da capitano, due salvezze “miracolose” raggiunte, però, con forme diverse (una ai playout l’altra con una giornata d’anticipo). Dettagli, perché è la sostanza che conta. “Situazioni differenti – premette il difensore rossonero -, per tanti motivi. Non credo che nel calcio si possano fare raffronti con certezza assoluta. Esistono variabili che rendono improbabili i paragoni. Una cosa che si può dire, però, c’è: il Sorrento di oggi ha molta più qualità della Paganese degli ultimi due anni. Ma dobbiamo metterla in campo con costanza, anche perché i punti cominciano a pesare”.




