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RIECCO SIMONELLI: "CREDO NELLA SALVEZZA"
Simonelli parla all’ora di pranzo, nella sala stampa del campo Italia, poco dopo aver diretto la sua prima seduta da “reintegrato”, sotto una pioggia leggera. Come quella che cadde giù nove mesi fa, quando batteva la Cremonese nella finale di coppa Italia. Sì, proprio quella Cremonese che, domenica, ospiterà il suo ritorno. In sella, ancora, dopo l’inatteso esonero di Raffaele Novelli che, a fine ottobre, lo sostituì per via delle dimissioni che lui, il professore, presentò dopo il tonfo interno con il Monza. “In quei frangenti – riprende Simonelli – pensavo che andare via fosse la soluzione migliore. Ero convinto che i risultati negativi della squadra fossero connessi, forse, ad una mia mancanza di motivazioni. Pensavo che, rimanendo, avrei potuto inficiare il lavoro di tutti. A cominciare da loro, i ragazzi”. Ma oggi è carico, Simonelli. Lo si capisce da come lavora in campo. E’ consapevole che serve da C’è anche umiltà nei suoi intenti. Non stravolgerà gli equilibri trovati da Novelli né metterà da parte ciò che in prima persona ha trasmesso al Sorrento nella fase formativa, quella del ritiro estivo. “L’ideale è sintetizzare ciò che è stato fatto con me e l’ottimo lavoro di Novelli. Proverò il 3-4-3 e il 4-2-3-1, ovvero l’assetto con cui la squadra ha giocato dopo le mie dimissioni. Farò una sintesi di ciò che si è fatto prima, con me, e di ciò che si è fatto dopo, con Novelli”. Niente 3-5-2, il modulo che ha sempre adottato a Sorrento. “Almeno per il momento, non è la mia scelta”. Ed il mercato? “Voglio prima conoscere coloro che, quando andai via, non c’erano”. Intanto, il difensore Gambuzza è ad un passo dalla cessione in prestito al Barletta. SALVATORE DARE
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14 gennaio 2010 |
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Torna a Surriento, Gianni Simonelli. “Lo faccio con lo stato d’animo di chi è chiamato a dover dare il massimo per centrare la salvezza. E soprattutto con la grande convinzione che il Sorrento possa riuscirci direttamente. Lo dico con sincerità perché, altrimenti, ora non sarei qui”. Il professore è fermo, impassibile, a tratti pare quasi imbarazzato nel suo “nuovo” primo giorno, da allenatore del Sorrento. Calcola le risposte forse perché sa che dovrà vincere sul campo la diffidenza strisciante di una piazza che, in fondo, al di là delle fazioni, chiede solamente una cosa: una squadra che riesca a difendere la Prima divisione.
lui quel qualcosa in più (al di là della questione rinforzi) per tirarsi fuori dalle sabbie mobili. “Certamente – spiega – il fatto che la società mi abbia richiamato, per la successione di Novelli, è una cosa che mi responsabilizza. Che mi stimola ulteriormente a dare tutto me stesso per tagliare il traguardo della salvezza”. Concentrato, serio, va dritto al nocciolo della questione, svariando da un tema all’altro. Ma senza quell’ironia che lo contraddistingue. Il tempo delle battute e dei sorrisi, prima o poi, verrà. Almeno tutti se lo augurano. “Adesso – sottolinea Simonelli – la cosa che dobbiamo fare, assieme, è vivere momento dopo momento per guardare avanti. Il mio ritorno lo vivo in maniera relativamente normale. E’ indubbio che ci sono sfaccettature da prendere in considerazione: un cambio di allenatore porta sempre qualche strascico. Anche per me: è la mia prima volta, in carriera, che torno su una panchina a campionato in corso”.




