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SIMONELLI: "SALVEZZA CHE VALE DOPPIO"
PERICOLO SCAMPATO. Simonelli è franco. E rivela a chiare lettere le sue paure, poi sfumate via: “L’estate scorsa, in ritiro a Camerino, pensavo sul serio che rischiavamo di arrivare ultimi e di retrocedere. Sia chiaro: non avevo dubbi sulla competitività della squadra. Anzi, proprio all’inizio di campionato, quel gruppo ha saputo ottenere grandi vittorie, contro Cremonese e Benevento, adesso qualificate ai playoff. Non ho mai trovato una spiegazione su quel mio timore: forse era una questione di sensazioni, forse qualcosa non mi quadrava”. Poi l’avvio: i risultati non arrivano, Sorrento in zona playout, Simonelli si dimette e gli subentra Raffaele Novelli. “Una prima parte di stagione che, almeno per me, è stata una tragedia – spiega -. Decisi di lasciare perché mi ero reso conto di non trasmettere più nulla alla squadra. I ragazzi andavano in campo esprimendo, in un certo senso anche nel gioco, la mia mancanza di motivazioni”. LA RISCOSSA. Poi il ritorno, dopo l’esonero di Novelli. E’ l’inizio di una cavalcata da primato. “Va detta una cosa – premette Simonelli -. Il lavoro di Novelli, per me, è stato molto importante. Ha dato alla squadra conoscenze nuove, input giusti. Un lavoro importante del quale mi sono avvalso perché era giusto agire in tal senso. Su questa scia abbiamo cominciato ad inanellare vittorie su vittorie, tenendo un ritmo da alta classifica. Poi, finalmente, la salvezza. I miei meriti? Ho dato il mio contributo, principalmente sotto il punto di vista emotivo: in questo è stata fondamentale la figura di Sossio Perfetto (il suo storico secondo, ndr). Senza dimenticare l’appoggio costante e prezioso dello staff medico, dei magazzinieri, dei massaggiatori e tutti i dipendenti della società”. IL FUTURO. Le attenzioni della piazza, però, ora sono tutte rivolte al futuro. L’arrivo del neo ds Salvatore Avallone e le trattative messe in piedi per le conferme di Paulinho e Carlini, fanno capire che la famiglia Gambardella ha voglia di “divertirsi”. “Parto sempre dal presupposto che l’aspetto fondamentale è rappresentato dalla società – conclude Simonelli -. Questa dirigenza ha grandi meriti per quel che sta facendo per il calcio a Sorrento. E bisogna esserne fieri. Gambardella ha un grande entusiasmo: è una persona che ha una voglia straordinaria di fare bene, che possiede ambizioni. Un imprenditore del quale tutti hanno fiducia tanto è vero che adesso, Sorrento, è diventata una piazza ambita. Tutti vogliono venire qui. Merito anche di Tonino Castellano, che è stato l’anima di questo club per anni. Ha preso il Sorrento dai campi polverosi, portandolo con Giglio a livelli importanti”. SALVATORE DARE
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8 maggio 2010 |
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Fra qualche giorno apporrà la firma sul rinnovo di contratto, ma fa finta di nulla e rimanda i discorsi sul futuro. “E’ giusto parlarne alla fine del campionato, manca ancora una partita…” dice Gianni Simonelli. C’è la trasferta con il Pergocrema al varco. Una domenica diversa perché il Sorrento è salvo. Il professore, così, si lascia andare ai bilanci: “Per me è stata una delle stagioni più difficili, sotto tutti i punti di vista – dice Simonelli -. Questa salvezza vale tantissimo. L’abbiamo conquistata tutti assieme perché alle spalle c’è sempre stata una grande comunione d’intenti tra società, squadra e tifosi. Per come aveva preso la piega questa stagione, è un grandissimo risultato”.




