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SIMONELLI NON SI FIDA DEL COMO: "NON SIAMO ANCORA SALVI..."
“Non scherziamo – premette Simonelli -, la salvezza non è ancora cosa fatta. Anzi, guai a pensare che sia così. La lotta è aperta e non possiamo rilassarci, non possiamo credere di essere già al sicuro. La cosa più brutta in questo momento è la nostra posizione in classifica, perché potrebbe sviarci dalla realtà morale di dover ancora conquistare la salvezza matematica. E’ vero che stiamo meglio rispetto a qualche tempo fa, è vero che abbiamo sei punti di vantaggio sui playout a tre giornate dalla fine, ma tra le mani, di certo, non c’è proprio niente”. Il professore è un fiume in piena: “Sarebbe una cosa gravissima – continua – rivolgersi mentalmente a cose diverse dalla salvezza diretta (qui Simonelli si riferisce alla coppa Italia Tim, ndr). Se ci facciamo prendere da pensieri del genere, commettiamo un errore pericolosissimo. Come si può pensare ad un obiettivo diverso dalla salvezza quando, invece, la certezza aritmetica non l’abbiamo ancora raggiunta? Nel calcio contano soprattutto i numeri che, al momento, dicono che non siamo ancora al sicuro. Quando la matematica ci darà ragione, allora potremo pensare ad altro. Ma adesso ci vuole ancora tanta umiltà”. Più va avanti nell’analisi della vigilia, più sono chiari i concetti. “Ci dobbiamo scannare dal primo all’ultimo secondo – conclude Simonelli -. Dobbiamo mostrare maturità, dobbiamo essere consapevoli della nostra situazione. Ci attende una partita difficilissima, contro una squadra in forma e con forti motivazioni”. SALVATORE DARE
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24 aprile 2010 |
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La pioggia cade incessante al campo Italia. La squadra “sgobba”, prova qualche schema e chiude la seduta coi calci piazzati. Un cross lento, un movimento fatto senza i tempi giusti, la palla che sfila via sul fondo. Gianni Simonelli, inzuppato d’acqua e carico a pallettoni, alza la voce. “Cattiveria, cattiveria, cattiveria!”. Un urlo possente, deciso, convinto. Lo fa perché sa bene che quel “qualcosa” è lì, a portata di mano. E teme un rilassamento generale, dopo il tris rifilato alla Pro Patria. Vuole a Como un Sorrento concentrato, determinato a combattere col coltello tra i denti per raggiungere la salvezza matematica. E rispedisce al mittente il pensiero “diverso”, partorito da qualcuno già stuzzicato di piazzarsi settimo ed entrare in coppa Italia Tim.




