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UN AQUILOTTO DI NOME MAJO:
"SORRENTO SEMPRE NEL CUORE"
Suona strano doverlo etichettare come un «ex». Il calcio, però, è anche questo. Non ci sono dubbi: la sua partenza è stata una sorpresa, ma fino ad un certo punto. Finito il campionato, s’era capito subito che l’idillio sarebbe durato solo ancora per qualche giorno. «È stata una bellissima storia, ma sento comunque ancora vivo il legame col Sorrento e tutto l’ambiente rossonero» s’affretta a precisare lui, Stefano Maiorano, da Cava de’ Tirreni. Il ragazzo di Campagna oggi è un aquilotto: un’intesa siglata poco dopo Ferragosto, da svincolato. Cosa è successo? Il suo contratto col Sorrento non è stato rinnovato. Un contratto stipulato all’indomani del salto in C2 del maggio 2007. Insomma, la prima firma da professionista.
«Quella di dividersi – spiega il centrocampista – è stata una scelta presa serenamente, forse, da tutte le parti in causa, ovvero da me e la società. Il mio ciclo al Sorrento è finito con la salvezza e la vittoria della coppa Italia della scorsa annata così come è finito il ciclo del blocco che ha contribuito alla promozione in serie C1. Oggi in squadra non c’è più nessuno della vecchia guardia. Una cosa normale, giusta, perché nel calcio bisogna guardare avanti e cambiare quando serve. Io l’ho fatto, il Sorrento pure». Con la Cavese si è già fatto apprezzare (ha firmato un annuale). È titolare inamovibile nello scacchiere di Agenore Maurizi, l’ex tecnico di Massese e Scafatese. L’eredità di un mostro sacro metelliano, ovvero quel Gerardo Alfano passato al Marcianise in estate, è in buonissime mani. Anzi, in buonissimi piedi. A quattro passi da casa (lui è di Campagna), ha una chance importante per il suo futuro. Non può sbagliare, deve fare il salto di qualità e lo sa bene. «Qui – riprende Maio rano – c’è un ambiente molto bello. Sto davvero benissimo, mi sono inserito in fretta nel gruppo e sento fiducia nei miei confronti da parte dei tifosi, della dirigenza e dei compagni. Siamo una buona squadra e possiamo dire la nostra: al Bentegodi col Verona, domenica, abbiamo strappato un punto importante dopo i due pari con Pescina all’esordio e Pescara, in casa alla seconda giornata. Ora, comunque, è l’ora di vincere. Per noi e i tifosi». Non s’incrocerà da ex col Sorrento, la Cavese è stata inserita nel girone B. Sei anni dopo il suo arrivo dalle giovanili della Salernitana, Maiorano ha lasciato la costiera da “giocatore” di categoria. Sembra ieri. «Sarò sempre grato a tutti per le opportunità che ho avuto e per la fiducia che mi è stata concessa. Sono stato fortunato a crescere nel Sorrento e in una città come Sorrento. Mi sono tolto parecchie soddisfazioni e ne sono orgoglioso. Alla mia età (ha compiuto 23 anni lo scorso 30 agosto, ndr) posso dire di aver vinto due campionati, dalla D alla C1, una Supercoppa di serie C, una coppa Italia di Lega pro, una di D ed una finale playoff, sempre di D: ci ho messo il mio, ma il merito è principalmente di tutto l’ambiente. E per ambiente intendo società, pubblico e squadra». Oggi Maiorano può definirsi “soltanto” un tifoso rossonero. «In effetti lo sono – riflette –. Quando finisco la partita con la Cavese mi informo subito del risultato del Sorrento. Chiamo amici ed ex compagni per sapere come è andata. La vittoria di domenica con la Cremonese è stata bellissima e soprattutto pesante. Mi ha fatto piacere, la squadra è competitiva. Lunedì davanti alla tv seguirò il posticipo di Arezzo per sperare in un successo. Mi auguro e penso che la squadra possa centrare gli obiettivi stagionali e magari fare divertire. Non è un mistero e non me ne vergogno: il Sorrento fa e farà sempre parte di me». In bocca al lupo Majo…
SALVATORE DARE
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8 settembre ‘09
foto Romano e sscavese1919.it |