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Calcio Mercato |
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Archivio Stagione 2007/2008 |
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INTERVISTE
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SIMONELLI: "QUALCUNO STA METTENDO LE MANI AVANTI" |
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SORRENTO-TARANTO, SIMONELLI:
"QUALCUNO STA METTENDO LE MANI AVANTI"
E’ il momento dei bilanci? “Diciamo di sì, ma c’è ancora una partita importante da giocare. Il campionato bisogna onorarlo con lealtà e col Taranto daremo il cento per cento”. La risposta di Gianni Simonelli è diretta. Non si fanno sconti a nessuno, l’ha precisato pure il presidente Mario Gambardella. Il ‘professore’ ha comunque qualcuno nel mirino. In tanti si sono augurati che s’assista ad una partita ‘vera’. “Quello di preoccuparsi più del Sorrento che dei problemi di casa propria – dice Simonelli – è un modo anche comprensibile, dal punto di vista umano, per prepararsi già eventualmente a giustificare un proprio passo falso addossando agli altri le responsabilità dell’insuccesso”. Insomma, il messaggio è chiaro. C’è però una domanda da porgere. Come si possono trovare motivazioni in una gara ‘inutile’? |
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GAMBARDELLA: "IL SORRENTO E' LEALE" |
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GAMBARDELLA: "SIAMO LEALI E NO SCONTI"
Nessuno sconto, nessun regalo, nessun calo di tensione. Il Sorrento affronterà il Taranto per vincere, per onorare il campionato e, soprattutto, per rispettare chi è ancora in lotta per la salvezza diretta. Non c’erano troppi dubbi a riguardo ed il presidente rossonero, Mario Gambardella, lo dice chiaro e tondo. “Anche se siamo matematicamente salvi – premette -, è una partita molto importante. Abbiamo il dovere di chiudere in bellezza un’annata estremamente positiva. Peraltro, giochiamo dinanzi al nostro pubblico. La squadra scenderà in campo con serietà ed onestà, darà il massimo e s’impegnerà come nelle precedenti trentatré partite. Sia chiaro che non abbiamo nulla contro il Taranto, che ospiteremo con estrema cordialità e profondo rispetto, ma la nostra immagine va tutelata e non facciamo favori a nessuno”. |
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L'EX DS DEL SORRENTO DANILO PAGNI A CUORE APERTO |
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SORRENTO-TARANTO: RITORNO AL PASSATO
L'EX DS PAGNI A CUORE APERTO
Danilo Pagni, quasi un anno fa, arrivava a Sorrento dal Gallipoli, per disegnare una squadra giovane, figlia di un convulso restyling societario. Prese in panca un maestro come Simonelli, ma tra i due non scoccò mai la scintilla. Accanto a Castellano, la svolta con l’ingresso di Gambardella. Pagni, per il corso delle cose, si ritrovò a varare un Sorrento più volte, che sulla carta era da playoff. Ma la squadra non ingranò le marce giuste. L’1-1 al campo Italia col Marcianise di metà dicembre emise la sentenza di un campionato al di sotto delle attese. E la proprietà, distante dalla sua linea, decise di cambiare direzione, privandosene. Pagni firmò, di lì a pochi giorni, col Taranto. Sì, proprio quel Taranto che domenica verrà a Sorrento per vincere in chiave salvezza.
Danilo Pagni è un ex dal dente avvelenato?
“No, perché? Non ne vedo motivi”.
Fu un addio polemico.
“La squadra l’ho costruita in tempi record dopo la crisi societaria. Castellano era solo, bistrattato ingiustamente da tutti. Gli sono stato vicino, da amico, rispettando la parola datagli qualche mese prima. Non me ne sono pentito. Poi è arrivato Gambardella. Quando un grande patron entra in una società è ovvio che preferisca analizzare la situazione ed agire di conseguenza. Io non ero una sua scelta. Mi resta il merito di aver costruito un grande Sorrento in poco tempo ed anche di essermi inserito al meglio nel tessuto sociale della città”. |
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GIAMPAOLO: "POTEVAMO FARE MEGLIO" |
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IL "RAMMARICO" DI GIAMPAOLO:
"STAGIONE OK, MA POTEVAMO FAR MEGLIO"
Al campo Italia sembra un pomeriggio d’agosto, da ‘tutti al mare’. Le vampate di calore sono insopportabili per quei pochi tifosi che seguono nei pressi della tribuna centrale la ripresa degli allenamenti del Sorrento. Insomma, per la serie, ‘la tradizione non si discute’, neppure con trenta gradi all’ombra. Va ‘peggio’ ai giocatori, che devono fare i conti con una lunga seduta atletica. Tutti in canotta per i giri di campo mentre il tappeto sintetico comincia a ‘bollire’ per davvero. Qualche centimetro sotto all’erbetta, non a caso, c’è il manto d’asfalto che definire ‘conduttore’ appare a dir poco riduttivo. La partitella finale è un’autentica liberazione, anche perché le borracce sono più vicine del solito. |
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GRECO, VOGLIA MATTA DI SORRENTO |
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GLI OBIETTIVI DI GRECO:
"LA SALVEZZA E RESTARE QUI"
Ad ottobre, il derby con il Marcianise significò molto per Daniele Greco. Era “solo” Coppa Italia, ma il giovanotto fece vedere tante cose buone, segnò una splendida tripletta ed evidenziò le sue indiscusse qualità. L’espulsione che si “guadagnò” nella ripresa non scalfì una grande partita: Greco diede prova di avere spessore, se impiegato con continuità. Sette mesi dopo, Simonelli l’ha gettato nella mischia in mediana. Il ragazzo si è fatto trovare pronto, sgobbando e dannandosi l’anima. Come si dice in gergo, e su questo paiono esserci pochi dubbi, “è giocatore”. Il suo cartellino è in comproprietà con la Lazio, ma vuole restare a Sorrento. Tra il dire e il fare, però, non ci sono solamente i giochi di mercato. |
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SIMONELLI RIVEDE LA "SUA" PAGANESE: "CHE RICORDI..." |
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SIMONELLI E LA "SUA" PAGANESE:
"CHE RICORDI, MA VOGLIO I TRE PUNTI"
Ieri, difendeva la porta della Paganese. Oggi, da allenatore del Sorrento, spera che i suoi giocatori la trafiggano per raggiungere la salvezza diretta. Era un altro calcio, erano gli anni settanta. Non ci sono dubbi: Gianni Simonelli è il grande ex del derby del campo Italia. Un portiere imbattibile, punto di forza di una squadra che sfiorò anche il salto in serie B. Il ‘professore’ è molto legato a quell’esperienza. E non solo perché, a poco più di vent’anni, riuscì a stabilire un primato unico: 1041 minuti senza subire gol. “Ho dei ricordi bellissimi di Pagani – dice Simonelli –. E’ una città che mi ha svezzato, soprattutto come persona. Sarò sempre grato a Pagani ed alla Paganese per quel che mi hanno dato. Non lo nego, è stata una tappa fondamentale per la mia evoluzione personale”. |
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MINADEO E CAPUANO: "ATTENTI A QUESTA PAGANESE" |
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IL MONITO DI MINADEO:
"ATTENTI ALLA PAGANESE DI CAPUANO"
“Il punto conquistato col Pescara ha un sapore agrodolce, perché se da una parte è da considerare come un altro passo importante verso la salvezza diretta, dall’altra c’è il rammarico per non essere riusciti a portare a casa una vittoria che, ad occhio e croce, ci stava tutta. Comunque, va bene anche così. Ora bisogna rivolgersi solo al futuro: è fondamentale battere la Paganese per chiudere i giochi. Ci proveremo, ma non sarà una passeggiata”. Antonio Minadeo esprime lo stato d’animo del Sorrento. Amareggiato per l’1-1 maturato con il Pescara, determinato verso il derby interno con la Paganese. |
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RIPA: "UN'EMOZIONE NUOVA" |
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BOMBER RIPA: "UN'EMOZIONE NUOVA"
Nella finale di ritorno con la Cremonese, non è riuscito a segnare. Poco conta, perché ha sfoderato lo stesso una grossa prestazione. Ha giocato più per la squadra, sacrificandosi anche in fase di copertura ed andando a pressare come un ossesso sui portatori di palla avversari. Insomma, si è visto un altro Francesco Ripa, meno incline alle questioni realizzative, ma più dedito al collettivo. La conquista della Coppa Italia di Lega pro, non è un mistero, porta anche la sua firma d’autore. “Dopo la splendida cavalcata dalla D alla C1, dopo aver vinto una Coppa Italia di D ed una Supercoppa di C2 – premette il centravanti del Sorrento -, questo trofeo tricolore mi fa provare delle emozioni nuove, ma altrettanto forti. Sono veramente orgoglioso di aver preso parte a questo grande trionfo. La nostra soddisfazione è davvero tanta, perché abbiamo reso felici tutti, dalla società alla tifoseria. Dal canto nostro, ci tenevamo assai. Non abbiamo mai snobbato questa competizione, dimostrandolo fin dai primi turni”. |
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SIMONELLI, FINALMENTE VINCITORE |
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LA RIVINCITA DI SIMONELLI:
"UN TRIONFO EMOZIONANTE"
SORRENTO La fortuna gli ha sempre voltato le spalle nei momenti importanti della propria carriera. Per ben sei volte è arrivato in pompa magna ad una finale, uscendone poi con le ossa rotte ed il morale a pezzi perché sconfitto. Ieri pomeriggio, invece, qualcosa è cambiato nella storia che da anni lo lega indissolubilmente al mondo del pallone. Finalmente ha vinto, finalmente è arrivato davanti a tutti, finalmente si è lasciato andare ad una gioia irrefrenabile, finalmente è primo. L’aria da “professore” laureato in Filosofia, non si nota a fine gara. Per la verità, volendo essere onesti, non si è notata neppure durante e neppure dopo, quando gli è scappata qualche lacrima di gioia. Sarà stata l’irritazione per quella pettorina arancione che l’arbitro gli ha imposto di indossare prima del fischio d’inizio (“Mi sentivo davvero ridicolo, spero che non pubblichiate le mie foto” scherza coi cronisti)? Chissà, fatto sta che Gianni Simonelli è un altro, è diverso. Ha sbracciato tanto, forse come non gli era mai capitato da quando è al Sorrento. A pochi passi dalla sala stampa, e da vincente, l’allenatore rossonero è provato, ma ha il volto che fa trapelare felicità. Vero, prof? |
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GIAMPAOLO, IL MATCH-WINNER: "LO MERITAVA TUTTA SORRENTO" |
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GIAMPAOLO, IL MATCH-WINNER:
"UNA COPPA MERITATA"
SORRENTO A quasi quarant’anni, si è tolto lo sfizio di decidere una finale di Coppa Italia di Lega pro, segnando un gol pesantissimo, ricco d’astuzia, caratterizzato da quel pizzico d’esperienza che in pochi si possono permettere. Federico Giampaolo, senza ombra di dubbio, è il rossonero del giorno. “E’ davvero una grandissima soddisfazione – esordisce nel corridoio degli spogliatoi mentre qualche compagno si diverte a prenderlo in giro – perché è la mia prima vittoria in Coppa Italia. Sono contentissimo per tutti. Un trionfo del genere se lo meritavano i tifosi, la squadra, l’allenatore e la società”. |
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GAMBARDELLA: "CHE GIOIA...E SIMONELLI RESTA" |
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IL PATRON GAMBARDELLA:
"CHE GIOIA! E SI RIPARTE CON SIMONELLI"
SORRENTO A poche ore dalla finale con la Cremonese, aveva caricato l’ambiente, chiedendo alla squadra un ultimo sforzo per entrare nella storia dalla porta principale. Missione riuscita. Cremonese battuta 1-0 e Sorrento campione. Fatta la somma, ecco il totale: Mario Gambardella, dall’agosto scorso nuovo copresidente rossonero e socio di Antonino Castellano, è stato un buon profeta. “Se giochiamo come abbiamo fatto con Gallipoli e Crotone, ce la possiamo fare” era il messaggio presidenziale della vigilia. Detto, fatto. “Ho provato delle grosse emozioni alla fine della partita, perché questa Coppa Italia è il mio primo trofeo vinto da dirigente. Neppure con la Nocerina negli anni scorsi, sono riuscito a mettere le mani su un qualcosa di importante”. |
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CLASSIFICA |
| CLASSIFICA |
| Squadra |
Punti |
| Novara |
53 |
| Cremonese |
46 |
| Arezzo |
42 |
| Varese |
41 |
| Benevento |
40 |
| Lumezzane |
39 |
| Perugia (-1) |
36 |
| Alessandria |
33 |
| Figline (-1) |
28 |
| Lecco |
26 |
| Foligno |
24 |
| P. Patria |
24 |
| Monza |
24 |
| SORRENTO |
23 |
| Viareggio |
22 |
| Como |
21 |
| Pergocrema |
20 |
| Paganese |
18 |
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GIORNATA |
| 23° Giornata 7 febbraio 2010 |
| Arezzo |
Cremonese |
2-2 |
| Como |
Figline |
0-2 |
| Foligno |
Lecco |
2-3 |
| Alessandria |
Novara |
1-3 |
| Monza |
Novara |
1-1 |
| Pergocrema |
Viareggio |
2-0 |
| P. Patria |
Paganese |
2-1 |
| SORRENTO |
Lumezzane |
2-2 |
| Varese |
Benevento |
1-1 |
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