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PARLA ROBERTO AMODIO, POCHE ORE DOPO LE SUE DIMISSIONI

Si è dimesso in silenzio, salutando la costiera senza troppe lacrime. Nel bel mezzo del caotico tourbillon di voci sulla società, Roberto Amodio, ex ds del Sorrento, si apre a trecentosessanta gradi sulle vicende che ha seguito in prima persona fino a poche ore fa.

Direttore, perché si è dimesso?

“Se fossero rimasti sia Giglio che Castellano, questa scelta l’avrei fatta lo stesso. Non c’era programmazione futura e quindi è meglio propendere per questa soluzione"

Il primo giorno da “non” rossonero, come è passato?

“Mi sento tranquillo. Giovedì c'è stato il rompete le righe per la squadra ed ho scelto proprio questo giorno per dimettermi, al termine di una stagione comunque positiva, anche se va detto nei momenti difficili, quando non si vinceva, siamo rimasti soli”.

Quando ha pensato che questo sarebbe stato il suo ultimo anno?

 

“L’ho pensato a gennaio, quando stava per cominciare il girone di ritorno. In una piazza come Sorrento penso che si è fatto il massimo. Ci aspettavamo tutti una risposta maggiore da parte del pubblico che purtroppo non c'è stata. Troppo spesso si è pensato solo a contestare le nostre scelte”.

 

Dopo 7 anni anni lasciare una società è sempre una scelta difficile. A chi si sente di ringraziare?

 

“Ringrazio tutte le istituzioni che mi hanno accettato dal primo giorno. Devo dire grazie alla presidenza perché mi ha accontentato più delle volte nei miei obiettivi e così ho potuto portare a Sorrento giocatori importanti e grandi professionisti”.

 

Tra i tifosi, sui forum e non solo si parla di lei e del suo addio. Nessuno si dice troppo dispiaciuto. Ma come mai tra voi non è nato mai un grande feeling?

 

“Sinceramente m’interessa poco questo discorso. Il feeling non è mai nato perché io sono di Castellammare: tutto qui. I tifosi del Sorrento mi hanno mancato di rispetto in più di un’occasione e questo mi ha fatto molto male. In fondo sono i soliti dieci, che pensano troppo spesso a giudicare dimenticando che il loro vero ruolo è quello di sostenere la squadra. Ho avuto a che fare con tifoserie molto più importanti e non ho mai avuto problemi. A Sorrento sono arrivati quest’anno dei giocatori come Brunner, Nicodemo e Piccioni: qualcuno si è permesso di avanzare critiche fuori luogo. Ci vuole tanta umiltà che purtroppo nell’ambiente spesso è venuta a mancare”.

 

Proprio Piccioni ha festeggiato la promozione in B con la Salernitana…

 

“E’un giocatore importante con un curriculum alle spalle di tutto rispetto. Qui inizialmente ha avuto delle difficoltà ma andava aspettato. Invece appena Giglio è partito per Santo Domingo per motivi di lavoro, Castellano ha deciso di venderlo per poi puntare su Casals. Per fortuna poi abbiamo preso D'Isanto che ha dato il suo contributo realizzando tre gol importanti. Qualcuno ha pure mugugnato al suo arrivo”.

 

C'è un calciatore che avrebbe voluto portare a Sorrento, ma che poi per una serie di motivi non ci è riuscito?

 

“Ero molto contento se in estate fosse arrivato Gigi Castaldo. Ci abbiamo provato ma alla fine non ci siamo riusciti”.

 

Chi è il calciatore che le ha dato più soddisfazioni?

 

“Ce ne sono molti, ma devo essere sincero. Scelgo Nicodemo. Un grande uomo e un vero professionista. Ha giocato con me: era molto giovane, ma a distanza di qualche anno l’ho ritrovato molto più forte su tanti aspetti. Una gran bella sorpresa”.

 

Se dico Avellino lei cosa mi risponde? E sulla Juve Stabia?

 

“Tutte le squadre per me sono importanti e l'Avellino è tra queste. La Juve Stabia invece mi auguro con tutto il cuore che raggiunga la salvezza. Castellammare è una città che merita tanto ed i tifosi hanno dentro una grande cultura ed un grande amore che va ripagato”.

 

Ha già pensato cosa farà domani?

 

“Al momento sono un ds libero e resto alla finestra. Di certo se mi sarà proposto un progetto serio sarò totalmente a disposizione. Non conterà la categoria. Sarò pronto a rimettermi in discussione con la professionalità di sempre”.

 

Il Sorrento, ora, di cosa avrebbe bisogno?

 

“Credo che bisogna fare al più presto chiarezza e soprattutto valutare la volontà dei giocatori per capire chi vuole realmente rimanere e chi invece vorrebbe cambiare aria. Se si vuole ridimensionare come sento in giro, puntando su un progetto di giovani, la strada potrebbe essere comunque quella giusta. Ma bisogna mettere da parte la presunzione e se i risultati all'inizio non verranno bisogna continuare a sostenere e a credere nel progetto”.

 

Chi secondo lei della rosa attuale giocherà in B o magari in A prossimamente?

 

“Maury per me è un calciatore già pronto per la serie B. Ci sarebbero pure Maiorano e Ripa, ma qui il discorso è diverso. In questo caso per entrambi ci vuole più continuità e limare la personalità e la professionalità. Non basta fare dieci buone partite per arrivare lontano, ma ci vuole qualcosa in più che solo dentro di loro possono trovare”.

 

C'è qualcosa che qui non abbiamo detto e che lei ci tiene a dire?

 

“Ci tengo a ringraziare Massimo Morgia, perché con lui in questa seconda parte della stagione ho avuto un rapporto importante. E'una di quelle persone che non mi lascerei sfuggire facilmente. Ha dato tanto al Sorrento e molti giocatori che prima non avevano ancora giocato in serie C grazie a lui si sono comportati bene seguendo alla lettera i suoi consigli”.

 

 

Roberto Fiorentino

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