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BOTTICELLA POST AREZZO: "NON DOBBIAMO FAR DRAMMI"
Due gare, due sconfitte: per Botticella non c’è da deprimersi: “E’ assolutamente così – spiega -. Ogni partita è diversa dalle altre: può capitare che incontri una matricola e fatichi o che domini con una corrazzata diretta alla promozione in B. Il campionato di terza serie è così e lo si deve accettare. Noi, comunque, dobbiamo pensare solo a proseguire nel sano lavoro settimanale, cercando di trasformare in risultati positivi le indicazioni di mister Simonelli”. E’ arrivato dal Catanzaro per giocarsi il posto con Spadavecchia, prelevato a luglio dal Bari e titolare, lo scorso turno, a Lanciano. Una settimana dopo, Botticella ha già preso possesso della maglia numero uno: “Sicuramente siamo due buoni giocatori – dice ancora l’ex Salernitana e Paganese -. Ciò dimostra che il Sorrento crede in un obiettivo stagionale molto importante. In giro non ci sono troppe squadre che hanno due portieri di pari livello. Con Vito (Spadavecchia, ndr) c’è concorrenza leale”. SALVATORE DARE
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7 settembre ‘08 |
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E’ stato il migliore in campo, debuttando con personalità e facendosi trovare sempre pronto all'intervento plastico. L’estremo difensore del Sorrento, Domenico Botticella, è soddisfatto del suo esordio, ma, da vecchia volpe, tende a spostare altrove l’attenzione generale: “Quando si perde – afferma -, la buona prestazione personale deve andare in secondo piano, soprattutto quando si tratta di un portiere. Peccato per quel gol che abbiamo preso perché, indiscutibilmente, un pareggio poteva starci. La ripresa è stata abbastanza equilibrata e, come l’ho vista io, l’Arezzo non ha per nulla dominato”. Ed ancora: “Dobbiamo accettare il verdetto del campo. In noi, c’è una gran voglia di riscatto. Domenica prossima andremo a Perugia con l’intento di smuovere la classifica”. L’ex Paganese è un fiume in piena: “Oggi (ieri per chi legge, ndr) – continua – faceva un grandissimo caldo. C’era umidità tant’è che io stesso, pur giocando in porta, ho sofferto molto la temperatura. Figuriamoci cosa hanno dovuto sopportare i miei compagni in mezzo al campo…”.




