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CAPITAN NICODEMO: "CI RIPRENDEREMO"
In ogni squadra c’è il capitano. Nel calcio, chi indossa sul braccio sinistro quella fascia, non ha solo il diritto-dovere di andare a protestare con l’arbitro oppure di presenziare al sorteggio pregara della metà campo. Il capitano è il punto di riferimento per i compagni, dentro e fuori dal rettangolo verde. E’ quello che motiva il gruppo a dare di più, rappresentandolo in qualunque situazione, nel bene ma anche nel male. Ha grandi qualità morali, carisma ed il giusto pizzico d’esperienza. Il Sorrento, dal suo canto, può dormire sonni tranquilli: il proprio capitano si chiama Attilio Nicodemo.
PUNTO FERMO Ad inizio estate, con la società ancora in via di definizione e la grande fuga dalla costiera ormai realtà, diede prova di attaccamento alla maglia, decidendo di restare in rossonero. Una scelta fatta a scatola chiusa. Ha quasi 35 anni (li compierà il prossimo 25 gennaio), vanta oltre 400 presenze nei professionisti ed anche un’avventura all’estero (al Nizza, nella serie B francese, otto stagioni fa). E’ alla seconda stagione al Sorrento. Il tecnico, Gianni Simonelli, lo stima tanto. E’ sintomatico un particolare: sabato scorso, appena finito il test con la Primavera della Salernitana, il “professore” va incontro al capitano e lo ferma, chiedendogli qualche impressione a caldo sull’applicazione della squadra durante l’amichevole.
Insomma, il primato di giocatore del Sorrento più impiegato finora è solo un piccolo particolare se confrontato alla considerazione che Simonelli ha verso il suo numero quattro. Non ha saltato una partita, non si è assentato per un minuto: come canta Ligabue in “Una vita da mediano”, Nicodemo è “sempre lì nel mezzo”. “Sono molto contento della fiducia che il mister nutre verso di me – dice -. La cosa più importante, però, è il gruppo. Fisicamente mi sento molto bene. Ho ancora tanto entusiasmo. Sul profilo personale, spero che la stagione continui così, senza infortuni”.
RISCOSSA Qualcuno lo compara all’enciclopedia consultabile online: la Wikiped ia. Altri, giocando col suo nome, lo definiscono l’Attila del centrocampo rossonero: chiaro, il riferimento all’innata capacità di lottare su ogni possesso, strappando il pallone all’avversario di turno. Il tema che interessa maggiormente a Nicodemo è però un altro e si chiama Lanciano. Cinque mesi fa, il Sorrento debuttò in Abruzzo con una squadra nuova, figlia di un’estate convulsa e ricca di colpi di scena: “Da allora – riprende Nicodemo -, siamo cambiati molto. Esordimmo con tante assenze. Tra infortunati e neoacquisti da ratificare, infatti, mancavano all’appello nove persone. La partita fu comunque equilibrata: perdemmo 1-0 per un gol casuale. Un tiro dal limite dell’area venne deviato da Lo Monaco ed entrò in porta”. L’attualità prescrive di dover abbandonare le sabbie mobili dei playout, distanti due punti: “Siamo consapevoli delle nostre potenzialità e durante la sosta abbiamo lavorato alla grande. Domenica, il Lanciano verrà qui per giocarsela a viso aperto: è una buona squadra. Sappiamo bene che è una gara molto importante. Bisogna affrontarla con spirito di sacrificio e cattiveria. Sono certo che il Sorrento sfodererà una prestazione di alto livello”. Parola di capitano…
SALVATORE DARE
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7 gennaio ‘09 |