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DE MARTIS ED IL "NUOVO" SORRENTO:
"ED ORA LA COPPA ITALIA"
Qualcosa è cambiato. Un cuore enorme, due vittorie fragorose con le leader del campionato, salvezza messa quasi in cassaforte ed una Coppa Italia da conquistare. Sono passate “solo” due settimane dal derby perso malamente a Castellammare. Un appuntamento atteso, che pareva quasi il preludio di un finale di stagione tutto in salita. Ed invece, il Sorrento si è saputo rimettere in piedi da solo, con forza d’animo e grande spirito di sacrificio. In pochi pensavano che il rilancio fosse dietro l’angolo, anche perché il calendario non sembrava un fedele alleato. Il campo, però, ha parlato chiaro.
Le due grandi, Gallipoli e Crotone, si sono dovute inchinare alla rabbia di un Sorrento leonino, che ha scacciato via gli spettri dei playout riuscendo a vincere due partite consecutive per la prima volta in stagione e, soprattutto, proponendosi con orgoglio verso la finale di Coppa Italia contro la Cremonese. In quest’ottica, spunta il carattere di uno come Massimo De Martis. Un difensore che spesso non predilige le vie di mezzo, né le questioni estetiche. Insomma, se è il caso, la palla va direttamente in tribuna. La roccia di Alghero incarna al meglio l o spirito di questo “nuovo” Sorrento e dà ragione a chi sostiene che…qualcosa è cambiato. “Le vittorie con Gallipoli e Crotone sono state davvero importanti – esordisce De Martis –. Sei punti pesantissimi, che ci hanno allontanato dalle zone calde. Si è visto il lato migliore di questo Sorrento, che troppe volte ha peccato d’ingenuità. Siamo orgogliosi di esserci imposti, in rapida sequenza, sulle squadre più forti del girone”. La disamina di De Martis è passionale. Ascoltandolo, sembra quasi di sentire le stesse parole che proferisce Simonelli in sala stampa. Per la serie, quando una squadra è in linea coi dettami del proprio allenatore. “In queste due partite – continua il difensore – si è vista una squadra cattiva, determinata, umile, con grande carica agonistica. C’è stata quella mentalità che serve sempre, in qualsiasi occasione. Nei momenti di difficoltà, ci siamo aiutati a vicenda. Tutti si sono sacrificati. Un fattore, questo, che è stato determinante. Non è un mistero: il Sorrento deve giocare così. Quando, invece, si va in campo senza lo spirito giusto, toppiamo e facciamo brutte figure”. Ci sono molti dati che testimoniano le migliorie dei rossoneri. Uno dei più significativi riguarda la difesa, spesso messa sotto accusa ma ora vero e proprio punto di forza dell’undici di Simonelli. Fra coppa e campionato, nelle ultime sette partite, il Sorrento ha subìto solamente due gol. Uno dal Potenza, l’altro dalla Juve Stabia. Proprio lì dietro, dinanzi al bravo Spadavecchia, spiccano le qualità di De Martis. “La solidità difensiva è solo una diretta conseguenza della stabilità mentale di tutta la squadra – sottolinea –. Certo, adesso stiamo facendo molto meglio, ma è una questione che riguarda tutti e non solo noi difensori. Meriti e demeriti vanno condivisi in gruppo. E’ innegabile, comunque, che guardandoci indietro spunti un pizzico di rammarico. I successi con Gallipoli e Crotone, infatti, hanno dimostrato che il Sorrento, quando ha lo spirito giusto, può giocarsela ad armi pari con qualsiasi avversario. Fatta la somma, ecco il totale: potevamo aspirare ad un campionato migliore”. La finale di Coppa Italia di giovedì con la Cremonese, però, può regalare al Sorrento una grossa soddisfazione. “Sarebbe fantastico vincerla. E poi, giochiamo pure in casa: potremmo festeggiare col nostro pubblico. Questo ci motiva ancora di più. Non sarà facile aver ragione della Cremonese, ma daremo tutto, oltre il cento per cento. E’ un’occasione per entrare nella storia e non dobbiamo fallirla. Sono sicuro, comunque, che faremo una bella prestazione”.
SALVATORE DARE
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21 aprile ‘09 |